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TURISMO/ Tivigest diventa THresorts per “catturare” l’estero e aiutare il Pil

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Il turismo dovrebbe essere uno dei punti di forza dell’economia italiana. Dovrebbe, perché di fatto non riesce a esserlo. Tra i problemi del settore c’è senz’altro quello dell’eccessiva “frammentazione”: tante piccole realtà nate nel tempo e che oggi, causa la crisi, faticano a stare in piedi o al passo con i cambiamenti richiesti da una clientela sempre più esigente. Piccolo è bello, quindi, è un assioma che comincia a stare stretto a un settore che potrebbe essere una risorsa per il Paese e aiutarlo a recuperare credibilità a livello internazionale. Lo ha ben in mente Graziano Debellini, che oggi in una conferenza stampa a Milano ha presentato (oltre al Catalogo mare 2012) il piano industriale di THresorts by Tivigest (gruppo italiano che presiede), che opera da 35 anni nel turismo. Una realtà imprenditoriale prima conosciuta semplicemente come Tivigest e che, nonostante il periodo economico difficile, ha chiuso il 2011 con un fatturato di circa 39 milioni di euro, previsto in rialzo nei prossimi anni. Come ha spiegato anche Giorgio Palmucci, Ceo del gruppo e con un passato a Club Med, quest’anno la previsione è di arrivare a 44 milioni, che potrebbero diventare 60 nel 2014.

Per raggiungere questo risultato THresorts ha deciso innanzitutto di investire sulle persone, costruendo una squadra valida, e dopo aver rinnovato e ristrutturato la maggioranza delle sue undici strutture, punta tutto sulle acquisizioni, in modo da poter ampliare la sua offerta. Già quest’anno si presenta con un nuovo resort in Sardegna (il Golf Hotel Is Arenas, in provincia di Oristano), ma sono in corso colloqui e trattative con altre realtà con l’obiettivo di allargare la propria presenza in Sicilia, Toscana, Liguria e Puglia. C’è poi l’intenzione di arrivare anche all’estero, in particolare in Brasile, Messico, Stati Uniti, Kenya, Sudafrica e alcuni paesi del Nord Africa.

A proposito di estero, una sfida importante è quella di riuscire ad attirare turisti stranieri nel nostro Paese, specialmente quelli provenienti dai grandi paesi emergenti. Va in questa direzione il progetto annunciato da Debellini di formare in Italia personale russo e cinese, attraverso partnership con realtà di quei paesi, in modo che possa essere inserito nelle strutture del gruppo a fianco di quello italiano, aumentando la capacità di accoglienza.



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