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J’ACCUSE/ Campiglio: lo Stato ha tolto 100 miliardi alle famiglie

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Dopo la riforma Dini delle pensioni del 1996 il saldo della cassa assegni famigliari dell’Inps è crollato. In pratica, si è spostato l’equivalente di 8 miliardi di euro l’anno dalle famiglie alle pensioni. Questo vuol dire che negli ultimi 12 anni 100 miliardi di risorse sono state tolte alle famiglie.

 

Lei continua a ritenere necessaria l’introduzione del quoziente familiare?

 

Il quoziente famigliare è il meccanismo che nell’esperienza ha mostrato di saper realizzare maggiormente un’equità orizzontale tra le famiglie. Oggi, anche se esistono detrazioni e deduzioni familiari, l’equità orizzontale non c’è. Il punto è che si tratta di una riforma che richiede risorse. Che però consentirebbero alle famiglie di respirare, di consumare di più, ma soprattutto di investire in figli già presenti e anche desiderati. Perché questa situazione di “suicidio demografico” non è voluta. Anzi, il numero di figli desiderati corrisponde a circa uno in più rispetto all’attuale natalità. Situazione che porterebbe ad avere perlomeno una popolazione stazionaria.

 

(Lorenzo Torrisi)

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