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CROLLO BORSA -5%/ L’esperto: l’Italia paga per colpa di Merkel e Sarkozy

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In certi paesi europei, l’Italia appare economicamente come un’anomalia. Non la capiscono e quindi applicano e fanno applicare degli schemi che all’Italia non possono andare bene, proprio per la presenza di questa grande varietà di medie e piccole imprese, per l’assenza ormai di un’economia pubblica. C’è chi, con un’ostinazione degna di miglior causa, vuol fare cambiare pelle all’Italia. La situazione europea non è migliore con la politica d’austerità. Tra l’altro in questo momento l’interbancario è sceso ai minimi termini, nessuno si fida più dell’altro.

 

Forse in Italia, il governo “dei tecnici e dei competenti” non ha compreso bene la lettura che i mercati hanno dato della crisi relativamente all’Italia. Oltre a quella che fornisce Monti, c’è una altra lettura possibile basata su quattro punti: 1) i tempi della manovra, con la consueta sequenza “per ora facciamo quasi niente, il grosso lo farà qualcun altro in futuro”; 2) la composizione della manovra, troppo sbilanciata dal lato degli inasprimenti fiscali, troppo debole sul versante della riduzione della spesa pubblica; 3) la mancanza di misure incisive a sostegno della crescita; 4) l’incapacità del governo di tenere ferme le decisioni prese, vedasi la riforma del lavoro.

 

Probabilmente i mercati hanno anche questa lettura. È senz’altro possibile e questo significa illusioni da parte di chi cerca di applicare all’Italia misure di austerità di questo tipo e misure di intervento spesso tentennanti, mai incisive, dalle liberalizzazioni, alle semplificazioni, al mercato del lavoro.

 

Lei ha accennato a una situazione europea complessa.

 

Bisogna cominciare a tenere sotto controllo la Spagna. Mi posso sbagliare e mi auguro di sbagliarmi, ma sento voci di autentica implosione e di conflitti sociali che non si sa dove possano andare a finire. Provi a prenotare in questo momento un aereo per la Spagna. Probabilmente potrebbe sapere quando parte, ma non quando arriva. La Spagna, nonostante Rajoy abbia puntato i piedi sul deficit, è al punto di rottura sul piano sociale.

 

E come si fa a uscire da una simile situazione, come si può uscire da questo tunnel?

 

A mio avviso l’ago della bilancia si sposterà con il risultato delle elezioni francesi. Si dice che Nicolas Sarkozy nei sondaggi sia in rimonta, ma in realtà è sempre in testa Francois Holland. Una sconfitta di Sarkozy, probabilmente al ballottaggio, significherebbe che l’asse franco-tedesco frana, si spacca e la vittoria di Holland significa un ribaltamento della politica economica europea, una rinegoziazione complessiva. Ci sono alcuni paesi che se la stanno sfangando bene in questa crisi, parlo di Olanda, Belgio, Finlandia. Ma credo che anche questi paesi non vedano l’ora del tramonto dell’ asse franco-tedesco. La verità è che il problema non è ritrovare la credibilità di un singolo Stato, ma ritrovare credibilità per l’Europa intera.

 

(Gianluigi Da Rold)



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