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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Che fine ha fatto l’oro di Bankitalia?

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Ma che diavolo hanno combinato negli anni del boom le nostre banche per essere ridotte in questo modo? Di più, allargando la visuale al contesto Ue: le banche dell’eurozona hanno incassato una plusvalenza del 13% sui titoli di Stato italiani nel periodo tra l’annuncio del primo maxi-prestito della Bce l’8 dicembre scorso e la fine del primo trimestre dell’anno, secondo quanto scriveva ieri Bloomberg. Nello stesso periodo i titoli di Stato della Spagna hanno generato un ritorno del 6%.

Credit Agricole calcola che grazie al sostegno dell’Eurotower, compresi i prestiti a breve alle banche, gli istituti di credito europei hanno acquistato più di 250 miliardi di titoli di Stato italiani e spagnoli tra il terzo trimestre del 2011 e il primo trimestre di quest’anno. Un enorme schema Ponzi globale a nostre spese e sponsorizzato dal grande bancomat di Francoforte! Ora, avrà altro da dire il buon Giuseppe Mussari, capo dell’Abi, alla luce di questo schifo? Oppure quel Renato Pagliaro, presidente di Mediobanca, secondo cui «le banche non hanno il dovere di erogare credito e nessuno ha il diritto di avere credito»? Nemmeno voi dalla Bce a tassi ridicoli, caro il mio Pagliaro? Vien voglia di tornare indietro di una ventina d’anni, prima della riforma Amato, ma al di là del livello da Repubblica delle banane del nostro settore bancario, è un altro il dato contenuto nel report di Bankitalia che trascende il mero valore contabile e investe in pieno l’ambito politico: scendono infatti le riserve ufficiali di Bankitalia, con un calo di oltre 5,5 miliardi fra i 140,722 miliardi di fine febbraio e i 135,179 miliardi di fine marzo.

A scendere, in particolare, sono state le riserve in oro, diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.

La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto Fondo salva Stati (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si unì a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuonò: «Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro». Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considerava «necessario» che gli Stati indebitati «vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea». E l’Italia può in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l’esborso richiesto dagli accordi internazionali.


COMMENTI
10/04/2012 - Oro - Scusi dove ha preso i dati? (J B)

A me pare che sia variato il saldo finanziario delle riserve in oro perchè ovviamente l'oro quota di meno rispetto al mese precedente. Se tra un mese il valore delle riserve aumentasse del 80 %, significherebbe che la banca d'Italia ha acquistato oro? A me pare di no. Attendo suoi lumi nel merito.

RISPOSTA:

Caro JB, il suo ragionamento non fa una piega. Ovviamente è il valore in dollari dell'oro (e quindi in euro) che è calato rispetto ad un mese prima, da 1700 a 1600 dollari l'oncia, moltiplicando poi per 2.500 tonnellate si fa presto a conteggiare dei miliardi di euro in meno. Ma la Banca d'Italia usa il costo storico. Cordialmente (Mauro Bottarelli).

 
10/04/2012 - Pensiero stupendo (Marina Ceriani)

A questo punto invochiamo il commissariamento da parte di funzionari provenienti da Berlino. Cosa abbiamo da perdere ancora? Un po' di democrazia?

 
10/04/2012 - Sacrificio accettabile. (Giuseppe Crippa)

Premesso che prima di vendere le sue riserve auree lo Stato dovrebbe vendere il suo patrimonio immobiliare, per quanto mi riguarda non avrei troppi problemi a mettere a disposizione di Mario Monti la mia parte (un sessantamilionesimo) delle 2500 tonnellate d’oro che “appartengono agli italiani e non a via Nazionale” (come dice Mario Draghi): si tratterebbe di soli 40 grammi che valgono all’incirca 1500 Euro. In fin dei conti non sarebbe questo il sacrificio più duro richiestoci finora e comunque sempre meglio che vedere questi soldi nei rimborsi elettorali di un certo partito...