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CROLLO BORSA/ 1. Sapelli: l’Europa ha fallito il salvataggio dell’Italia

Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Infophoto) Mario Monti, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel (Infophoto)

Ammesso che sia mai veramente cominciata, se non come una politica degli uffici stampa. I giornali cinesi, per esempio, non si sono accorti della sua visita a Pechino. E il più importante ha sbagliato il suo nome, chiamandolo Tremonti. Nessuno ha riportato questa notizia, ma basta verificare le agenzie cinesi per accorgersene.

 

Si dice che il governo di Monti sia stato voluto dai mercati, ora sembra che invece non lo vogliano più. Come si spiega?

 

Non è che i mercati non lo vogliono più. Il loro andamento non dipende certo dal fatto che ci sia al governo Monti o meno. Dipende da condizioni strutturali dell’economia che non mutano in un così breve tempo. Sì, si può dare qualche cenno in più di stabilità e serietà: un esecutivo tecnico appoggiato da tutti i principali partiti è meglio di un governo che si reggeva su una maggioranza risicata. Questo paga, ma non basta. Come vediamo nel caso della Spagna, dove Rajoy ha una maggioranza stabile, ma il Paese resta sotto i colpi dell’oligopolio finanziario internazionale, che vuole realizzare enormi profitti speculando sugli acquisti di titoli di stato.

 

Facciamo un passo indietro: prima ha detto che per dare una svolta dovremmo battere i pugni sul tavolo europeo. Con quale scopo?

 

Rinegoziare il Trattato di Maastricht che ci sta portando alla rovina. Come Italia dal punto di vista del deficit siamo messi beni, il nostro punto debole è il debito, che però si cura in 20 anni, a meno che non arrivi un’inflazione che lo cura in 5 anni. Bisogna fare una politica leggermente inflazionistica che risani i debiti. Se non si fa questo siamo morti.

 

Non le sembra che tutto questo tema sia stato un po’ trascurato dalla grande stampa nazionale?

 

A parte chi ha riportato un’intervista già pubblicata sul Financial Times a Kenneth Rogoff, che sostiene sia necessario decidere tra una fine traumatica e una negoziata dell’euro, la questione è passata sotto silenzio. Anche perché il caso della Lega ha fatto sì che non ci fosse l’attenzione necessaria su questo tema.

 

(Lorenzo Torrisi)

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