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FINANZA/ Imu e tasse, ci vuole lo psicologo

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Piero Giarda (Infophoto)  Piero Giarda (Infophoto)

Come farla pagare quest’anno? In un anno di recessione. Aspettiamo invece: rinviamola a fine anno e vediamo poi se si può evitare. Ma cosa vuole che le dica, il discorso vale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa ormai, Di fronte a certi fatti, a certe manovre economiche io, come economista, ho compreso che sono inadeguato.

 

In che senso professore?

 

Di fronte a una crisi come questa, si fanno politiche economiche che sono tutto il contrario di quello che si dovrebbe fare. In piena recessione si aumentano le tasse. Pensavo proprio in questi giorni che l’Europa sia completamente impazzita e che gli economisti sono personaggi del tutto inadeguati. È ormai tempo che entrino in scena gli psicologi, sono certamente più adatti. Oppure gli oculisti. Non c’è solo la miopia, la presbiopia, l’astigmatismo. C’è ormai la sindrome della “miopia alla Merkel”.

 

Cioè?

 

È una forma di malattia degli occhi che non vede le frazioni, che fissa il numeratore e non il denominatore. Guarda solo il debito e non il Pil. Non si sono resi conto che, anche se si raggiunge il pareggio di bilancio, il Pil nominale scende. Quindi il pareggio di bilancio è sbagliato. In questo caso c’è una doppia miopia.

 

In tutto questo professore, come abbiamo accennato all’inizio, i mercati sono andati a carte e quarantotto. Male l’andamento di Wall Street per i dati sull’occupazione americana. Male l’Europa e soprattutto l’Italia, con uno spread a 400 punti e una Borsa che perde in un giorno il 5%.

 

Ma come? Non avevamo già salvato l’Italia? In realtà, i mercati hanno dato una lettura recessiva della manovra e questo non lo vogliono ammettere e si fanno illusioni. I mercati avevano già dato una lettura recessiva della prima manovra di Tremonti. E le dirò di più. Ricordo che quando nel 1992 Giuliano Amato fece quella manovra monstre, lo spread salì, perché, anche in quel caso, i mercati l’avevano presa come una misura recessiva.

 

Commentiamo un’ultima notizia di giornata, professore. Emma Marcegaglia, dopo aver criticato il governo Monti sulla riforma del lavoro, oggi “picchia duro” sulla pressione fiscale. Dice che deve essere abbassata.

 

E perché Marcegaglia e la Confindustria non l’hanno detto 13 anni fa, o 10 anni fa ? Le imprese che aderiscono a Confindustria facciano uno sciopero tributario, impegnandosi a pagare le aliquote più alte d’Europa, che sono sempre inferiori a quelle italiane. Perché non lo hanno mai fatto? Probabilmente i nostri imprenditori si abituerebbero a dialogare con il mercato e non con il potere, come hanno fatto quasi sempre.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
11/04/2012 - Il gruzzolo è alla fine (claudia mazzola)

Sento tantissimi che continuano a campare usufruendo dei risparmi fatti quando si lavorava e grazie a Dio ci sono. Quando però finiranno anche quelli, come pensano i vari governanti che riusciremo a pagare le tasse?

 
11/04/2012 - debito pubblico (Paolo Tritto)

Si potrebbe evitare uno "spargimento di sangue" nazionalizzando le banche. In momenti storici come questo lo si è fatto. Perché non farlo oggi? E' un'operazione inevitabile ma semplice. Certo, Monti non la farebbe mai. Ma, per evitare uno "spargimento di sangue", qualcun altro che la possa fare si troverà.

 
11/04/2012 - Def (Diego Perna)

Siamo alle comiche, anzi alle tragicomiche, o meglio alle tragiche, perché iononho mai studiato alla Bocconi, e nemmeno so cos' é una partita doppia, ma di fronte a quello che succede non posso che constatare che il fiune non può che scendere al mare. È tutto ovvio e lo capisce anche un deficiente che se nei mercati ci sono titoli per otto vole o di più delpil mondiale, i mercati non saranno mai soddisfatti sino a che non avranno visto il sangue,sia metaforico, ma anche reale. Non ci sono tasse che tengono e cosí leimprese moriranno tutte, le famiglie perderanno tutto, anche i risparmi delle generazioni precedenti. Io direi di metterci una pietra sopra, su euro Europa e mercati, almeno per una ventina d' anni, così da rimettersi allavoro , rimboccarsi le maniche e non ingrassare più banche multinazionali e grandi capitali. Ci vuole una soluzione estrema a male estremo, perchè la rana non completi la sua bollitura senza reagire. P.s. Non vorrei che il piano fosse di distruggere l' lItalia distruggendo ilsuo tessuto produttivo che dá un pòdi fastidio alle grandi multinazionali e a un certo modo dell' uomo di non essere schiavo del potere costituito quale esso sia. Buona giornata