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GEOFINANZA/ Spagna, l’esca dei mercati per "rapinare" l’Italia

Pubblicazione:giovedì 12 aprile 2012

Mariano Rajoy e Mario Monti (Infophoto) Mariano Rajoy e Mario Monti (Infophoto)

Insomma, ieri la Germania ha dovuto subire l’onta di un’asta tecnicamente non coperta: e se gli analisti parlavano di scarsa attrattività del Bund legata al rendimento ultra-basso, occorre sottolineare come pochi minuti dopo l’asta siano stati scaricati 25mila contratti futures sul Bund, atto che ha permesso allo spread italiano di respirare. E se nel primo pomeriggio di ieri l’Agenzia del debito tedesca si è sentita in dovere di emettere un comunicato in cui sottolineava come «l’asta sul Bund decennale tedesco rappresenta un buon risultato nel contesto di un’incertezza leggermente aumentata nei mercati», vuol dire che a Berlino la preoccupazione comincia a serpeggiare davvero.

Ma veniamo ora alla Spagna. «Le banche spagnole potrebbero aver bisogno di altro capitale, se l’economia continuerà a contrarsi. Inoltre, una ripresa dell’economia è improbabile nel breve termine». Parole del governatore della Banca di Spagna, Miguel Angel Fernandez Ordonez, a detta del quale però «il consiglio direttivo della Banca centrale europea non ha mai discusso di un eventuale salvataggio per la Spagna». Ma c’è di più. Sempre il governatore della Banca centrale iberica ha puntato poi il dito contro l’Italia colpevole, secondo lui, di aver riportato l’incertezza sui mercati dopo il “dietrofront” sulla riforma del lavoro: «In Italia, purtroppo, la retromarcia sulla riforma del lavoro sta creando enorme ansia», spiegando come invece la Spagna si stia impegnando produttivamente sul fronte della riduzione del deficit.

Ora, al netto del fatto che non sprecherei nemmeno una sillaba in difesa dell’attuale governo italiano e delle sue fallimentari ricette economiche, gli spagnoli possono parlare solo di calcio e paella, su economia e finanza pubblica è meglio che si mettano un bel cerotto sulla bocca. E non lo dice il sottoscritto - che all’argomento ha dedicato almeno dieci articoli negli ultimi due mesi - ma la Commissione Ue, la quale ha sì accolto con favore le nuove misure economiche annunciate dal governo spagnolo, ma, poi, ha fatto sommessamente notare che per poter procedere a un esame più completo della situazione dei conti pubblici di Madrid mancano ancora i bilanci delle regioni. E quanto pesi e quanto sia deteriorato il debito regionale spagnolo negli ultimi anni ve l’ho dimostrato la scorsa settimana. Ma siccome ci sono nuovi dati, ribadiamo il concetto. Il Pil spagnolo nel 2012 è proiettato verso 1,4 triliardi di dollari, un buco del 5,3% rispetto al target dell’Ue, che in aggregato è di 74,2 miliardi di dollari. Ci sono poi i 13 miliardi di dollari di tagli nel comparto Educazione e Pensioni e qui ecco il nodo, lo stesso che preoccupa la Commissione Ue.

La promessa spagnola di ridurre del 3,2% il deficit delle regioni, si è concretizzata nel 2011 in un misero 0,8%: il problema è che il 60% dei budget regionali fa capo alle voci proprio Pensioni ed Educazione, quindi le autonomie iberiche dovranno tagliare approssimativamente del 10% il loro budget per rientrare nei 13 miliardi di tagli a livello nazionale: pressoché impossibile. Tanto più che il debito regionale pesa per un terzo sulla ratio debito nazionale/Pil e ogni autonomia, di fatto, sta campando in deficit: si passa dal -1% di Madrid al -7% e oltre di Castilla-La Mancia.

E quale ricetta vorrebbero in Spagna? Martedì mattina, nel corso di una conferenza, il ceo di banca Santander ha chiesto a chiare lettere alla Bce che dia vita a un largo programma di Quantitive Easing per comprare debito, sia pubblico che privato. Insomma, risolvere il problema del debito con altro debito. Ma si sa, le banche spagnole ormai sono alla canna del gas: sono esposte per 400 miliardi al moribondo settore immobiliare e almeno 110 di quei miliardi sono già considerati “tossici”, ossia persi. A fronte di riserve per 50 miliardi, chi metterà gli altri 60 per evitare il collasso del sistema? La Bce con un terzo Ltro? E con quale collaterale, visto che le banche iberiche hanno comprato debito sovrano spagnolo per 56 miliardi di euro, facendo il pieno di obbligazioni acquistate con i soldi all’1% di Francoforte che ora, giorno dopo giorno, perdono sempre maggiormente di valore e gravano sui bilanci.


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COMMENTI
12/04/2012 - In questo momento Monti non ha alternative (Giuseppe Crippa)

Il governo batta in ritirata... Per essere sostituito da cosa? Da un governo BDV (Bersani Di Pietro Vendola) che potrebbe uscire da elezioni anticipate o da un nuovo governo ABC (non Alfano Bersani Casini ma Annoni Bottarelli Credit ovviamente!)???

 
12/04/2012 - Solution (Diego Perna)

I suoi articoli sono sempre illuminanti, fanno vedere meglio, qualora ce ne fosse bisogno, che i mercati sono come g li strozzini, cravattari o usurai. Ma io mi continuo a chiedere quale sia la via d' uscita e così mi viene in mente se sia possibile che la magistratura possa intervenire. Di solito gli usurai vengono incastrati dalle telecamere, per i mercati invece se ne può fare a meno, ma si possono denunciare gli speculatori per strage? non sono esagerato, affamare e togliere speranza a generazioni con giochetti come quelli che lei descrive è moralmente becero, si dovrebbe oramai schifarsi di questa gente e trovareil modo di arrestarla ; se questo non succede invece, bisogna cominciare seriamente a chiedersene il motivo, chi sono coloro che mantengono ancora in piedi questo sistema, e perchè chi potrebbe farlo non fa niente. È possibile che ci sia soltanto Grillo che dice queste cose ormai da anni ? Non è che va preso sul serio? Mi piacerebbe che chi scrive sul vs giornale, mi desse una mano a capire meglio, sennò tanti bei discorsi che leggo, e di tante pseudo ricette per uscire dalla crisi che leggo, non so più che farmene. Buona giornata