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FINANZA/ Forte: così i mercati hanno "silurato" il governo Monti

Pubblicazione:venerdì 13 aprile 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

BOT A UN ANNO E BTP TRIENNALI: I RISULTATI COMMENTATO DA FRANCESCO FORTE.  Ora arrivano i problemi veri e adesso si misura la capacità di questo “governo dei tecnici”, che forse si sta dimostrando, come ha sempre sostenuto il professor Francesco Forte, più un “governo amministrativo”, tipo il governo Badoglio, per fare solamente un riferimento storico con tutte le necessarie distinzioni. Il dopo-Pasqua e Pasquetta è andato male per l’immagine italiana sui mercati internazionali, inutile girare tanto intorno ai problemi. Il tonfo della Borsa martedì 10 aprile, il nuovo ampliamento dello spread non è stato compensato dai mini-rimbalzi di mercoledì e di ieri. Gli aggiustamenti dei listini e dello stesso spread non hanno evitato che le aste dei titoli italiani andassero “così-così” per cogliere lo spirito dei commenti: bene la domanda, ma i rendimenti sono tutti saliti. Mercoledì il rendimento dei Bot a un anno è raddoppiato, salendo al 2,84%, mentre quello dei Btp triennali è volato al 3,89%, con un aumento dell’1,13% rispetto all’ultima asta di marzo. In definitiva, il debito costa agli italiani ancora di più. Il professor Francesco Forte guarda i numeri, ma poi va diritto al cuore del problema che è essenzialmente di natura politica.

 

Che cosa succede esattamente professor Forte?

 

La vera questione è che il governo, l’attuale “governo dei tecnici”, ha perso smalto. Il testo del disegno legislativo sul mercato del lavoro non contiene una vera liberalizzazione. Anzi, c’è una bella marcia indietro. E tutto questo provoca delusione, quello che gli inglesi chiamano “disappointment”. C’è delusione da parte dei mercati sulla capacità del governo di seguire il libero mercato, c’è delusione perché questo esecutivo alla fine si ferma ancora di fronte alle richieste dei sindacati. In questo momento il governo Monti si trova in un’empasse.

 

I mercati hanno forse letto nell’azione del governo una ricetta troppo depressiva?

 

Qualsiasi tipo di manovra di questo genere comporta fattori recessivi. Insomma, la recessione era prevista. Ma non era prevedibile una simile inerzia rispetto a un’uguale politica della crescita. Alla fine, l’Italia ai mercati appare come un Paese non dinamico. In fondo è arrivato un rimprovero perché di politica della crescita non se ne vede l’ombra. Le misure prese dal governo come l’Imu non riducono solo il reddito, ma il valore del capitale. Alla fine un’imposta come questa crea un fenomeno di decrescita. Come facciano dei “tecnici” a non capirlo è un mistero. Ma in tutti i casi, si poteva fare una simultanea politica della crescita.

 

In che modo?


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