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AUMENTO BENZINA/ Il "gioco" delle tre carte di Monti per aumentare le tasse

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La benzina è già a livelli strepitosi e spesso è usata da chi deve recarsi a lavoro e non ha mezzi pubblici adeguati che possano permettergli di arrivare negli stessi tempi. I consumi di carburante sono sempre stati inelastici, cioè poco reattivi al prezzo, e gli italiani hanno sempre continuato  a consumare carburante nonostante i vari aumenti di prezzo. Però, con un ulteriore aumento come quello a cui si sta pensando, anche se può sembrare molto piccolo, è chiaro che il cittadino farà una riflessione, e mi aspetto come conseguenza principale una contrazione consistente dei consumi.

Come giudica queste mosse del governo?

E’ come se ci fosse una febbre da tassazione, che si manifesta in diversi segmenti e che punta al rialzo, ma ormai resta da tassare praticamente solo l’aria che respiriamo. Provvedimenti del genere sono molto fastidiosi anche dal punto di vista psicologico, e hanno una valenza informativa a mio giudizio molto negativa sul consumatore. I cittadini sono ormai consapevoli che quando fanno il pieno di benzina fanno in realtà il pieno di tasse, quindi non mi stupisce che i consumi di carburante siano in picchiata. Il governo preferisce tassare tutti in modo uniforme, invece che tassare maggiormente solo alcuni, per esempio chi possiede auto di lusso. E sinceramente mi stupisce il fatto che, nonostante le continue tasse che vengono create ogni giorno, il governo goda ancora di una buona popolarità: probabilmente i cittadini in questo momento non vedono alternative possibili peggiori di questa, e quindi accettano di conseguenza questo governo che continua a tassare in maniera eccessiva e certamente non equa.

 

(Claudio Perlini)



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COMMENTI
14/04/2012 - Scellerata imprudenza (Vittorio Cionini)

Mi sembra una inaudita imprudenza uscire con frasi del tipo "non resta che tassare l'aria che si respira". Con i tempi che corrono non bisogna suggerire idee balsane. Evidentemente fino ad ora non ci avevano pensato. Sicuramente nel giro di pochi giorni qualche "tecnico" comincerà a valutare il possibile gettito della IAR (Imposta Aria Respirata) sulla base del volume dei polmoni di ciascun cittadino, la pressione barometrica e la temperatura, tenendo conto della legge di Avogadro. Il pagamento sarebbe diviso in due rate: 40 per cento in fase di inspirazione e 60 in fase di espirazione (per inquinamento da CO2). Nel contesto delle inevitabili discussioni i sindacati potrebbero suggerire una detrazione calcolata sulle emissioni di gas intestinali (alias scoregge) stante il contributo energetico dovuto alla presenza di gas metano. Un successivo decreto semplificazione potrebbe stabilire le modalità di raccolta in palloncini di colori diversi in funzione della tipologia di cibi assunti la sera precedente. Il provvedimento avrebbe ricadute positive in termini di sviluppo economico per il prevedibile incremento nella produzione e nel consumo di fagioli. Intanto tratteniamo il fiato, stiamo zitti e aspettiamo il botto. Vittorio Cionini