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AUMENTO BENZINA/ Il "gioco" delle tre carte di Monti per aumentare le tasse

Pubblicazione:sabato 14 aprile 2012

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Le stangate non finiscono mai. Nella riforma della Protezione Civile, approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, è stata confermata la proposta di aumentare di ulteriori 5 centesimi il costo di un litro di benzina per far fronte alle emergenze. Nella nota diffusa al termine della riunione si legge infatti che «nel momento della dichiarazione dello stato di emergenza si provvede al fabbisogno finanziario utilizzando le risorse del fondo nazionale di protezione civile», ma «qualora sia utilizzato anche il fondo spese impreviste, lo stesso è immediatamente e obbligatoriamente reintegrato con risorse ordinarie e/o con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'accisa sui carburanti, stabilita dal Consiglio dei ministri in misura non superiore a cinque centesimi per litro». Un provvedimento che, almeno secondo il Codacons, potrebbe avere risvolti disastrosi, arrecando un aggravio di spesa di almeno 73 euro annui per ogni automobilista. Il presidente Carlo Rienzi ha definito l’ipotesi prevista dal governo «semplicemente folle. Disporre per legge il rincaro dei listini alla pompa, quando i prezzi hanno raggiunto livelli record che sfiorano i 2 euro al litro, e dopo una successione incredibile di nuove accise introdotte per finanziare qualsiasi cosa, avrebbe effetti disastrosi sui prezzi al dettaglio in tutti i settori, sui consumi delle famiglie e sulle tasche degli automobilisti, categoria sempre più spremuta come un limone». IlSussidiario.net ne ha parlato con Ugo Arrigo, docente di Scienza delle Finanze all’Università Statale “Bicocca”.

Professore, che cosa ne pensa?

Giudico questo provvedimento in modo assolutamente negativo. C’è una elemento però che non è mai chiaro ogni qualvolta il governo introduce una nuova tassa o ne aumenti una già esistente: in apparenza l'oggetto del finanziamento è assolutamente meritevole di essere finanziata, e nessuno oserebbe dire il contrario riguardo la Protezione Civile. Resta però il fatto che questa esisteva anche in passato, funzionante e finanziata, quindi se adesso viene introdotta una misura del genere può essere solamente per due ragioni.

Quali?

O la protezione civile ha aumentato i suoi costi, aumentando quindi il suo bisogno di finanziamento, oppure semplicemente quei soldi che un tempo finanziavano la Protezione Civile ora sono stati dirottati su altro, e sarebbe interessante capire dove. Il governo annuncia adesso che è necessario aumentare le accise sui carburanti per un motivo apparentemente giustissimo, ma questo significa che i soldi che spettavano prima alla Protezione Civile sono indirizzati al finanziamento di altro che probabilmente è meno meritevole. E’ come se fosse un gioco delle tre carte…

Cosa intende?

E’ un gioco in cui delle fonti finanziarie, naturalmente non molto ricche, vengono spostate da una voce ad un’altra, fino a lasciare scoperta la "carta" più essenziale e più giustificata, che va quindi aiutata aumentando qualcosa a livello di tasse, ma non è certamente una bella strategia. Dal punto di vista dell’efficienza e dell’equità, allora era molto meglio la tassa sugli sms che poi è stata bocciata, che almeno tassava un qualcosa di voluttuario.

Un aumento sulla benzina invece colpisce tutti…


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COMMENTI
14/04/2012 - Scellerata imprudenza (Vittorio Cionini)

Mi sembra una inaudita imprudenza uscire con frasi del tipo "non resta che tassare l'aria che si respira". Con i tempi che corrono non bisogna suggerire idee balsane. Evidentemente fino ad ora non ci avevano pensato. Sicuramente nel giro di pochi giorni qualche "tecnico" comincerà a valutare il possibile gettito della IAR (Imposta Aria Respirata) sulla base del volume dei polmoni di ciascun cittadino, la pressione barometrica e la temperatura, tenendo conto della legge di Avogadro. Il pagamento sarebbe diviso in due rate: 40 per cento in fase di inspirazione e 60 in fase di espirazione (per inquinamento da CO2). Nel contesto delle inevitabili discussioni i sindacati potrebbero suggerire una detrazione calcolata sulle emissioni di gas intestinali (alias scoregge) stante il contributo energetico dovuto alla presenza di gas metano. Un successivo decreto semplificazione potrebbe stabilire le modalità di raccolta in palloncini di colori diversi in funzione della tipologia di cibi assunti la sera precedente. Il provvedimento avrebbe ricadute positive in termini di sviluppo economico per il prevedibile incremento nella produzione e nel consumo di fagioli. Intanto tratteniamo il fiato, stiamo zitti e aspettiamo il botto. Vittorio Cionini