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Economia e Finanza

FINANZA/ Euro, 69 "buone ragioni" per scommettere sul fallimento

Negli ultimi 100 anni 69 unioni monetarie sono finite a pezzi, portando sempre più benefici che danni. Meglio cominciare a prepararsi, spiega GIUSEPPE PENNISI, a un’uscita dall’euro

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Ogni tanto torna in televisione un film del 1956 (il primo a varcare la cortina di ferro dopo la morte di Stalin e anche a prendere un premio a Cannes): “Il Quarantunesimo” di Grigorij Ciukraj. Narra di una tiratrice scelta sovietica che durante la guerra civile aveva ucciso ben quaranta soldati “bianchi” (ciascuno con un colpo solo di carabina); presone uno prigioniero, se ne innamora perdutamente (il film mostrava anche un nudo femminile integrale, immagine inaudita in Occidente e ancora di più nell’Urss dell’epoca), ma quando il giovanotto sta per scappare lei gli spara e fa freddo “il quarantunesimo”.

Il film è venuto in mente al vostro “chroniqueur” leggendo un lavoro di un giovane storico dell’economia monetaria, Jonathan Tepper, che guida il “think tank” Variant Perception, un’etichetta che è tutta un programma. Da bravo storico, Tepper documenta che negli ultimi 100 anni 69 unioni monetarie sono finite a pezzi e che, pur se ogni volta non è mancato chi ha paventato che stesse arrivando il diluvio universale, nel lungo periodo di solito i benefici sono stati superiori ai danni. Non credo che Tepper abbia visto il vecchio film di Chiukraj. Tuttavia, perché l’unione monetaria europea non dovrebbe essere la settantesima a saltare?

Alcune anime belle e pie pensavano che la ristrutturazione del debito greco avrebbe fatto uscire l’eurozona dagli scogli in cui si era incastrata. È stata - dice Ramesh Jaura, direttore per l’Europa dell’International Press Service -“una vittoria di Pirro”. Forse una vittoria che non verrà neppure consumata: alcuni fondi francesi minacciano di non dar seguito all’accordo, specialmente se il 15 maggio il debito in scadenza nei confronti di fondi greci verrà rimborsato integralmente.

Ciò farebbe crollare l’intero edificio. Proprio mentre crescono le preoccupazioni per il debito estero di Spagna e Portogallo e la stessa Francia non è riuscita a fare il pieno nell’ultimo collocamento di titoli del tesoro decennali. Stanno crescendo, nel frattempo, le preoccupazioni sul differenziale tra paesi i cui conti con l’estero sono in surplus (rispetto al resto dell’unione) e paesi con in conti in rosso sempre più profondo. Jay Shambaugh della Georgetown University sottolinea che un nodo del genere può essere affrontato principalmente riducendo imposte e oneri sociali sul fattore lavoro (per ridurne il costo) e aumentando l’Iva per frenare l’import. Non solamente è difficile pensare che una manovra del genere venga accettata a livello comunitario, ma in molti paesi (tra cui l’Italia) deprimerebbe i già bassi consumi interni e scatenerebbe il putiferio con le Parti sociali.


COMMENTI
14/04/2012 - in effetti non si vede la soluzione (Fabrizio Terruzzi)

in effetti non si vede come un'unione monetaria possa sopravvivere senza che si realizzi un'osmosi fra i paesi più ricchi e più poveri. In mancanza la Germania, tanto per dire, realizzerà surplus commerciali sempre maggiori e i paesi più poveri deficit e debiti crescenti verso di lei. Una situazione a lungo insostenibile. Forti orgogli e grettezze nazionali, governi largamente indipendenti e magari anche in conflitto fra di loro, lingue diverse costituiscono grandi ostacoli al meccanismo di mercato che determina il riequilibrio spontaneo delle economie fra i diversi paesi. Per di più le autorità politiche e monetarie di ogni livello e grado si stanno dimostrando incapaci di gestire un'unione monetaria di questo genere tanto che la crisi del debito di un paese, la Grecia, che conta per un minuscolo 3% del debito dell'intera Unione è stata affrontata con il massimo di incertezza e confusione creando danni enormemente superiori al suo importo!. Tanto valeva acquistarci l'intero debito greco tutto e subito e senza batter ciglio, ci saremmo risparmiati ben altre perdite. Infine non è stata ancora delineata una strategia chiara e credibile su come uscire da questa crisi e rimediare alle storture fin qui createsi. Si governa a vista. Ma dopo che la BCE si è esposta con oltre mille miliardi di Euro e riempita di carta straccia (=titoli di debito sovrano)non sarà facile tornare indietro. Siamo ormai in mezzo al guado e saranno dolori comunque, qualsiasi direzione si prenda.