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FINANZA/ 1. Quadrio Curzio: Italia, quattro riforme per "superare" la Germania

Pubblicazione:lunedì 16 aprile 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

La quarta è l’impegno europeista del Governo. Monti ha prestigio in Europa e dunque deve usare lo stesso per creare un’Eurolandia più forte attraverso le cooperazioni rafforzate che portino anche alla emissione di Eurobond per grandi investimenti infrastrutturali. Subito dopo la firma del Fiscal Compact, Monti ha detto che adesso bisogna operare per la crescita. L’Ue si perde invece spesso in questioni non risolutive.

Adesso ha, per esempio, iniziato il lungo procedimento per l’approvazione del bilancio comunitario che assorbirà l’1% annuo del Pil dell’Ue. Un nulla con il quale non si cambia nulla! Eppure ci vorranno tre anni per fare questa programmazione che si esplicherà poi sul periodo 2014-2020 e che avrà un effetto pressoché nullo sulla crescita europea.

La nostra conclusione si richiama infine a dei grandi ideali: quello della solidarietà della Comunità nazionale italiana e dell’Europa; quello della sussidiarietà lungo tre filiere: il federalismo; la riduzione dello stock del debito pubblico con un’operazione publico-privato; l’Europa come unione di popoli e di Stati. Infine, vi è lo sviluppo comunitario che è (con la pace) anche il grande motivo ispiratore della costruzione europea. Sono i principi di quel liberalismo sociale o comunitario che si è sempre impegnato per costruire il bene comune. Se si dimentica tutto ciò si smantellano 60 anni di storia europea alla quale l’Italia ha dato tanto, a partire dal contributo di De Gasperi ed Einaudi.



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COMMENTI
16/04/2012 - dalla ceca all'ue e poi' (francesco taddei)

non è possibile che cambiando le generazioni cambino anche gli obiettivi? einaudi e de gasperi e adenauer volevano una europa unita economicamente e istituzionalmente. ma se oggi i popoli la pensassero diversamente? se non volessero più una casa comune, dove per forza di cose la sovranità di 27 paesi serebbe devoluta a pochi "europeisti"? ricordiamoci il referendum francese e irlandese sulla costituzione europea (più gli altri paesi che avrebbero voluto farlo). P.S. per fare le riforme in italia come chiede l'autore occorre un cambio di mentalità: occorre vedere il governo come una guida, non come un ragioniere miope. c'è mai stata tale visione nella nostra storia?