BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CALCOLO IMU/ Pagamento in due o tre rate, riforma del catasto e coniugi separati. Il punto con il commercialista

Ennesima novità riguardante l’Imu: il contribuente potrà scegliere se pagare in due o tre rate. Analizziamo tutti gli aspetti della nuova imposta con il commercialista PAOLO COSTANZO 

Foto Fotolia Foto Fotolia

CALCOLO IMU, PAGAMENTO A RATE, REVISIONE DEL CATASTO E CONIUGI SEPARATI. IL PUNTO CON IL COMMERCIALISTA - Ennesima novità riguardante l’Imu, l’imposta municipale (anche se parte degli introiti andrà allo Stato) sugli immobili: la Commissione finanze della Camera ha infatti approvato un emendamento che permetterà al contribuente di scegliere se pagare l'imposta in due o in tre rate, e non obbligatoriamente in tre come era stato deciso in precedenza. La proposta è stata avanzata da Gianluca Galletti dell’Udc, secondo cui il pagamento in tre rate presentava un difetto: visto che la prima e la seconda rata sono entrambe calcolate sulla base di un terzo dell’imposta dovuta con aliquota base, a settembre il contribuente avrebbe pagato già più del 66%, in attesa del successivo conguaglio previsto per dicembre. Con questa modifica, invece, "il contribuente potrà scegliere se pagare l'Imu sulla prima casa in due o tre rate: - ha spiegato lo stesso Galletti -  entro il 16 giugno potrà decidere se pagare il 33% e avere a disposizione altre due rate, settembre e dicembre, oppure pagare il 50% a giugno e l'altra a metà a dicembre". In questo modo, conclude l’esponente centrista, "il contribuente che deciderà di versare in due sole rate avrà versato solo il 50% invece che il 66%".

Bisogna però sottolineare che la rata che andrà pagata entro il 18 giugno riguarderà la prima abitazione e il calcolo dovrà essere fatto in base all’aliquota base pari al 4 per mille. Questa stessa aliquota, entro il 30 settembre, potrà aumentare o diminuire di un altro due per mille, a seconda di quanto stabiliranno i Comuni in cui l’immobile si trova. Insieme al commercialista Paolo Costanzo, che IlSussidiario.net ha intervistato a riguardo, parliamo anche dei diversi dubbi che ancora permangono riguardo questa nuova imposta, come quello riguardante i coniugi separati o divorziati: a pagare l’Imu sulla casa sarà chi ci abita perché gli è stata assegnata, a prescindere dal fatto che ne sia o meno il proprietario. Su questa decisione ha protestato vivacemente l'Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami), secondo cui "non è possibile stabilire a priori chi dovrà pagare l'Imu, perché dipende dalle condizioni economiche dei coniugi", quindi dovrebbe essere un giudice a valutare i diversi casi. Nel disegno di legge delega sulla riforma fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri è stata anche inserita la riforma del catasto, con il passaggio dai vani al metro quadrato per la determinazione del valore patrimoniale dell'immobile, il che andrà senz’altro a incidere sul pagamento della nuova imposta municipale sugli immobili.

A Paolo Costanzo, commercialista e titolare dell’omonimo studio, abbiamo innanzitutto chiesto un giudizio generale: «Il fatto che il pagamento si possa dividere in due o tre rate - spiega - è ovviamente un vantaggio di carattere finanziario per il cittadino e contribuente, già vessato da imposte e balzelli di ogni tipo e da un carico fiscale che ormai sta diventando insostenibile. Un aspetto quindi importante, anche perché il peso dell’Imu sarà molto più significativo rispetto a quello dell’Ici, sia per la base imponibile più elevata che per la revisione delle rendite catastali. Bisognerà infatti vedere in che modo questa inciderà: da un lato potrebbe andare a favore di una maggiore equità, in quanto a oggi molte rendite non sono state adeguate, ma dall’altro sarà interessante capire quale sarà il reale impatto sulla base imponibile e quindi sull’imposta da pagare».