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DL FISCALE/ Il governo incassa la fiducia alla Camera con 459 sì

Pubblicazione:giovedì 19 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 aprile 2012, 12.26

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

L'aula della Camera ha votato la fiducia posta dal governo al decreto fiscale: 459 voti a favore, 71 contrari, 10 astensioni e, dopo il voto di Montecitorio, adesso il provvedimento tornerà in Senato per la conversione in legge. Secondo il programma stabilito, seguiranno adesso le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento alle 12.30, mentre per le 13.30 è atteso il via libera. Le maggiori novità del provvedimento riguardano in particolar modo le modalità di pagamento dell’Imu, la nuova imposta municipale sugli immobili, e la cancellazione del beauty contest, sostituito dall’asta per le frequenze tv liberate nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre. La commissione Finanze della Camera ha recepito le osservazioni sul decreto legge di semplificazione fiscale arrivate dalla commissione Bilancio, stabilendo che le agevolazioni Imu sulla prima casa per gli anziani che hanno spostato la residenza nelle case di riposo e gli italiani all'estero dovranno essere stabilite dai Comuni, che se ne prenderanno totalmente carico. Lo Stato non rinuncerà quindi alla sua parte di imposta, visto che deriverà dalle seconde case. Come detto, è stata anche decisa la cancellazione del beauty contest, al cui posto è stata introdotta l’asta per le frequenze tv. Nella giornata di ieri è arrivata a riguardo la dura reazione del presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, che ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione. «Mediaset le sue frequenze le ha pagate tutte - ha detto Confalonieri ai giornalisti - anche quella Dvbh oggi all'onore delle cronache come ennesimo regalo. Contro la sospensione del beauty contest abbiamo fatto ricorso». Secondo Confalonieri «sembra di essere tornati ai tempi di Gentiloni ministro; del ministro Corrado Passera ho un'eccellente opinione, ma si dice che anche i preti sbagliano a dire messa, e qui Passera ha sbagliato». Adesso è quindi in dubbio la presenza di Mediaset all’asta delle frequenze tv: «Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo. Vedremo la disciplina dell'asta che farà Agcom», ha detto Confalonieri, sottolineando che su tutta la questione «c'è stata demagogia, far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse. Siamo proprio sicuri che l'asta produrrà introiti significativi per lo Stato?».


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