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GEOFINANZA/ Il salvataggio "impossibile" della Spagna

Pubblicazione:giovedì 19 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 aprile 2012, 10.14

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Ma come si presenteranno sui mercati per trovare quel denaro le banche iberiche, visto che con i soldi della Bce hanno ammassato titoli di Stato spagnoli per 240 miliardi di euro, pari al 6% dei loro assets? Oltretutto, in un quadro macro da incubo, con le previsioni di contrazione economica del governo del -1,7%, ma con molti analisti, tra cui Citi, che parlano di un -2,7% di calo del Pil reale quest’anno e del -1,2% nel 2013. Su richiesta del governo, le banche hanno riserve per circa 50 miliardi di euro, a fronte però di 400 miliardi di euro di prestiti solo al settore immobiliare, in continuo crollo: anche per questo, sempre Merrill Lynch parla della necessità di almeno altri 35 miliardi di euro di riserve per esposizioni non legate al settore real estate e altri 6, immediati, per finanziare prestiti performing al real estate e costruzioni al fine di contrastare l’aumento degli assets non performing. Anche perché i crediti concessi dalle banche spagnole che difficilmente verranno recuperati continuano a crescere: a febbraio i crediti non restituiti sono saliti all’8,16% del totale secondo i dati della Banca di Spagna, contro il 7,9% di gennaio, massimo dal 1994.

 

 

I crediti concessi dalle banche sono in calo dello 0,4% e i depositi presso gli istituti di credito segnano un -4,1%. Insomma, per ricapitalizzare le sue banche, la Spagna avrebbe bisogno di 174 miliardi di euro: una cifra che, nei fatti, potrebbe vedere la Spagna in grado di operare senza l’intervento esterno di Fmi o troika. Il problema sostanziale di Madrid, però, non è interno, bensì esterno: ovvero, l’esposizione monstre delle banche verso il Portogallo e i sempre crescenti timori che Lisbona segua l’esempio greco della ristrutturazione e o si trovi costretta ad aumentare il volume degli aiuti internazionali. Se si dovesse arrivare a uno swap come per Atene, cosa ne sarebbe delle banche iberiche esposte per 78,8 miliardi di euro verso Lisbona?

Uno shock totale, anche se ovviamente non tutti questo soldi sarebbero bruciati da una ristrutturazione del debito portoghese: per tamponare quelle perdite, le banche avrebbero bisogno di altri soldi e da chi, visto che il mercato le ha di fatto tagliate fuori? Da mamma Bce. Il fatto è che se tutto andasse nel verso sbagliato, ovvero banche da ricapitalizzare e da proteggere da un default lusitano, il conto per la Spagna salirebbe a 250 miliardi di euro, il 17,7% del Pil spagnolo. E, anche con uno scenario migliore rispetto alle perdite sul Portogallo, il conto inciderebbe talmente sul Pil da necessitare, per forza, di aiuto internazionale.

Certo, parliamo ancora di cifre accettabili, visto che sia Portogallo che Irlanda hanno ottenuto piani di salvataggio pari al 45% del loro Pil, ma nel suo report, Citigroup è chiara: «Con buone possibilità, la Spagna sarà spinta verso un programma di aiuto della troika già durante il 2012, quasi certamente a causa dell’incapacità di ottenere accesso ai mercati del finanziamento a condizioni accettabili. È probabile che per ottenere l’accettazione di un piano di aiuti-controllo, la Bce vincoli il suo continuo finanziamento delle banche iberiche, pressoché uniche acquirenti di debito sovrano, al sì incondizionato di Madrid».


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COMMENTI
19/04/2012 - la guera (Diego Perna)

Siamo in guerra, economia e finanza sono le armi di distruzione di famiglie e imprese. Noi sitamo provando anon essere i primi, cioé i secondi a soccombere dopo la Grecia.Le manovre del Governo e la psicologia di Monti e di alcuni media, serve a questo scopo. Ormai anche i bambini capirebbero che non c' é via d' uscita senza soluzioni che non siano all' esterno di questo sistema. Le banche hanno i titoli di Stati indebitati, quello italiano ha debiti anche verso le imprese,si dice 100 mld. Serviranno migliaia di mld per salvare banche e stati, ditemi voi dove li dovremmo prendere, anche gli immobili scenderanno di valore e i consumi sono al passo. La ripresa non ci sará né nel 2013 né mai. Tuttolo facciamo per salvare la faccia e non perdere prima di altri.Ditemi: Ma acosa serve?