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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Il salvataggio "impossibile" della Spagna

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Anche perché, c’è il fondato rischio che il Portogallo sia costretto a chiedere un secondo piano di salvataggio, pari per volume almeno al precedente da 111 miliardi di euro, costo che andrebbe a sommarsi a quello per tamponare le perdite iberiche sull’esposizione a Lisbona e a quello per ricapitalizzare le banche: insomma, il combinato disposto di salvataggio di Portogallo e Spagna sarebbe di circa 350-370 miliardi di euro. Così composto: 26,6 miliardi per ricapitalizzare le banche in base alle richieste dell’Eba, 50 miliardi di riserve richieste dal governo alle banche, extra-riserve su assets a rischio per 41 miliardi di euro, salvataggio delle sole banche spagnole da 174 miliardi ed esposizione delle banche spagnole al Portogallo pari a 78,8 miliardi. Quindi, la prima voce di spesa sarebbe legata al salvataggio del sistema bancario spagnolo più il backstop sulle esposizioni e sarebbe approssimativamente di 250 miliardi di euro, mentre la seconda che conterrebbe anche il quasi contemporaneo secondo piano per il Portogallo farebbe salire il conto per Ue e Fmi a 350-370 miliardi di euro.

Più o meno la stessa cifra rappresentata dal debito greco all’inizio della sua travagliata storia, tre anni fa: quanto sia venuto a costare il falso salvataggio a oggi, grazie all’intransigenza delle banche tedesche, lo sappiamo tutti quanti. Vogliamo fare lo stesso errore un’altra volta, con un Paese della grandezza della Spagna che rischia di contagiare immediatamente anche l’Italia dei tecnici un po’ pasticcioni?

A luglio di quest’anno, stando a quanto deciso il mese scorso, il cosiddetto “firewall” salva-Stati europeo dovrebbe vedere la sua potenza di fuoco salire a 500 miliardi di euro effettivi (temo, purtroppo, che come al solito le garanzie supereranno di molto la percentuale di cash): parlare subito, chiaramente, di un piano per Spagna e Portogallo pare brutto, visto che se Lisbona è ormai fuori dai mercati di finanziamento e lo resterà almeno fino al 2014, l’asta di stamattina di Bonos a 2 e 10 anni ci dirà per quanto ancora Madrid potrà emettere debito sul mercato primario?

Tocca alla politica decidere, però. La stessa che ieri ha visto il grande capo di Bundesbank dire no ad aiuti della Bce per la Spagna, ricordando che rendimenti alti possono essere uno sprone a fare le riforme: messaggio in codice, o seguite il “protocollo Merkel” oppure arrivano anche da voi i tecnici e i commissari. Questo nel giorno in cui la Germania ha collocato sul mercato titoli del Tesoro a 2 anni per 4,2 miliardi al tasso dello 0,14%, il più basso di sempre, pari a meno della metà dello yield pagato nella precedente asta del 21 marzo.

Le tensioni nell’eurozona stanno per raggiungere il loro acme: non a caso ieri, in attesa delle sue emissioni obbligazionarie di stamattina, la Francia ha visto il suo cds risalire sopra quota 200, livello toccato l’ultima volta a gennaio. Berlino ha le idee chiare, altrove si naviga a vista, incapaci di vedere punte dell’iceberg in agguato ma appuntandosi medaglie sul petto per l’introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio. Medaglie, certo. Ma del Reich.

 

P.S. Troppo dura la mia ultima considerazione sul governo? «Mi conforta più che Schauble ieri, il suo portavoce oggi e la signora Lagarde e qualcuno dagli Stati Uniti oggi dicano che l’Italia ha fatto e fa le riforme che sono necessarie e che portano alla crescita e che non ci siano smagliature in questo, di quanto mi sconforti che possa esserci mezzo punto in su o in giù di crescita», così Mario Monti ha commentato ieri le stime di crescita del nostro Paese.

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COMMENTI
19/04/2012 - la guera (Diego Perna)

Siamo in guerra, economia e finanza sono le armi di distruzione di famiglie e imprese. Noi sitamo provando anon essere i primi, cioé i secondi a soccombere dopo la Grecia.Le manovre del Governo e la psicologia di Monti e di alcuni media, serve a questo scopo. Ormai anche i bambini capirebbero che non c' é via d' uscita senza soluzioni che non siano all' esterno di questo sistema. Le banche hanno i titoli di Stati indebitati, quello italiano ha debiti anche verso le imprese,si dice 100 mld. Serviranno migliaia di mld per salvare banche e stati, ditemi voi dove li dovremmo prendere, anche gli immobili scenderanno di valore e i consumi sono al passo. La ripresa non ci sará né nel 2013 né mai. Tuttolo facciamo per salvare la faccia e non perdere prima di altri.Ditemi: Ma acosa serve?