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FIAT/ Immatricolazioni a -35,6%, è il marzo peggiore degli ultimi 32 anni. Mercato a - 26,7%

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La crisi del mercato dell’auto non dà cenni di tregua. A Marzo le consegne, infatti, hanno registrato l’ennesimo crollo vistoso. Sono state, infatti, il 26,7% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, corrispondenti a 138.137 nuove immatricolazioni contro le 188.495 dello stesso periodo del 2011. Un dato che segue a ruota il pessimo andamento di febbraio, quando il numero di immatricolazioni in meno è stato pari al 18,94% rispetto alle stesso mese dell’anno precedente. Il dato appare ancora più drammatico se letto all’interno del particolarissimo contesto temporale in cui è stato registrato. Marzo, infatti, è per il settore automobilistico il mese in assoluto più caldo, quello in cui si registra il maggior numero di immatricolazioni, e incide sul mercato totale al 30 per cento. Da segnalare, inoltre, che lo scorso mese ci sono stati 391.863 trasferimenti di proprietà di auto usate, con un calo dell’8,22% rispetto a marzo 2011, quando i trasferimenti furono 426.972. Se il trend si manterrà inalterato,è stato previsto che entro il 2012 saranno state vendute solamente 1.370.000 auto. Va male, molto male, contestualmente, la Fiat. Le immatricolazioni del gruppo sono scese a marzo del 35,6% a 35.942 unità, rispetto alle 55.807 di un anno fa. A febbraio, invece, le vendite avevano subito un crollo del 20,13%. La quota di mercato italiano detenuta a marzo da Fiat Group Automobiles (si è attestata al 26,03%, in netta diminuzione rispetto al 29,61% di un anno fa. Per il Lingotto, si tratta del peggior marzo degli ultimi 32 anni, giustificato con il condizionamento derivante dal lungo fermo a livello nazionale dei bisarchisti, Secondo l’aziende torinese avrebbe, infatti, ritardato, di parecchio, le consegne. Del resto, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, aveva abbondantemente anticipato il crollo del settore, dicendosi convinto che marzo sarebbe stato un mese orribile. Marchionne era arrivato ad affermare che il calo dei volumi avrebbe potuto essere compreso in una forbice del 38-40%. Oltre che allo sciopero delle bisarche aveva imputato il calo all’andamento del mercato. 



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