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FINANZA/ Le mosse di Passera tra Berlusconi, De Benedetti e i banchieri

Pubblicazione:lunedì 2 aprile 2012

Corrado Passera (Infophoto) Corrado Passera (Infophoto)

Quello con De Benedetti non è l’unico rapporto complicato vissuto dal ministro Passera. Pur essendo indicato dalle piazze come un ministro-banchiere, proprio dai banchieri il titolare dello Sviluppo ha ricevuto i rilievi più ficcanti. La scorsa settimana la dichiarazione dell’ex consigliere delegato Passera, nel corso di un’audizione parlamentare, di un credit crunch conclamato ha fatto infuriare i vertici dei gruppi creditizi. Oggetto del contendere: c’è o non c’è una stretta del credito a scapito di aziende e famiglie? Per il ministro, c’è. Per Giovanni Bazoli, presidente di Intesa, non c’è: “Non ci sentiamo responsabili di questo (il credit crunch, ndr) - ha detto Bazoli - lo dimostrano i numeri”. Intesa - ha rimarcato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, azionista di Intesa - “sta facendo la sua parte e non sta riducendo il credito alle imprese e alle famiglie”.

D’altronde i banchieri, pur avendo avuto un trattamento benevolo dal governo (l’Italia è stato il primo Paese in Europa a fornire una garanzia pubblica sulle emissioni di bond bancari, ad esempio), avvertono un atteggiamento di ostilità dall’esecutivo. È il caso della norma Catricalà contro i doppi incarichi nelle società creditizie, assicurative e finanziarie (una norma che Passera non ha voluto o potuto cassare) e dell’intervento del Parlamento sulle commissioni bancarie che il governo ha corretto in senso pro banche. Ma anche in questo caso l’ex consigliere delegato di Intesa, racconta un banchiere, è sembrato atarassico.

 

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