BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARIO/ Pelanda: Italia, un "contratto" pronto per il dopo-Monti

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

Questo sarebbe il modo giusto di risolvere la questione fiscale, quello in corso sbagliato sul piano delle regole di una democrazia. Ed è anche sbagliato sul piano del realismo. L’Italia ha effettivamente bisogno di più gettito nel 2012 e 2013 per arrivare al pareggio di bilancio promesso alla Ue e ai mercati. Quei circa 100 miliardi che possono essere recuperati dall’evasione verranno fuori meglio da un accordo contrattuale o da un’azione repressiva? I circa 60 miliardi che servirebbero nel 2012 per attutire la recessione in atto verrebbero fuori meglio da un’azione contrattuale, il condono oneroso, oppure da un’indagine sui cinque anni passati, difficilissima e lunga a causa della complessità dei controlli?

Poi il punto più delicato: se ai cittadini impongo tasse soffocanti per finanziare apparati inefficienti senza dare loro in cambio una prospettiva di riduzione fiscale e di Stato che funzioni meglio, pensate che i cittadini stessi, trattati da sudditi, lo accettino senza ribellarsi? Chi vuole la pace sociale deve capire che la questione fiscale va trattata con metodo contrattuale, pragmatico, e non repressivo, ideologico.

 

www.carlopelanda.com

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
04/04/2012 - MONTI E RODO-MONTE (celestino ferraro)

“La Volpe del deserto” è ad El Alamein, Alessandria e le Piramidi stanno a un passo della galoppata. Rommel pensa di vincere sconfiggendo il generale britannico Claude Auchinleck. Monti vagheggia di una “Grande Coalizione nel 2013”, forse: la guarderà da fuori. Ritiene, Monti, che il “momentum” sia favorevole, lo spread è domo, il debito però non demorde. Non importa, bisogna crederci, l’ottimismo è il carburante del successo. Di Berlusconi, profeta del sorriso positivo, nessuno si rese conto e la derisione accompagnò il suo atteggiamento mentale. Cos’è cambiato? Berlusconi in Quintino Sella? Bisognava che andasse lontano, Mario Monti, sulla “Muraglia”, da lì ha librato le ali ed è volato, Pindarico, in mille giri celesti. Sarà una tecnica per attrarre i dubbiosi agli investimenti italici? L’Italia, cachettica per l’Art. 18, minata da un sindacato restio e tetragono alle necessità incombenti, oberata da un debito pubblico di circa 2000 miliardi di euro, dovrebbe affascinare i cinesi, i giapponesi, i coreani perché sbarchino nel Paese del sì in omaggio al Professore che ha smarrito il senso del ridicolo. Gli crederanno? Ho i miei dubbi, il tempo ci dirà. Spero di essermi sbagliato, per il bene del Pase e per il mio bene.

 
02/04/2012 - magior gettito nel patto fiscale ? (antonio petrina)

Caro Prof non credo che il governo attuale ,votato allo spending review e alla lotta all'evasione per conseguire il pareggio nel 2013, possa imbarcarsi con il decreto fiscale altri traguardi,senza il placet delle forze che l'appoggiano. Poi ,il governo che verrà,come dice Panebianco sul Corsera di oggi 2 aprile,con le ventilate riforme che demoliscono anche quel che di buono ha il bipolarismo,rende instabile il rating per gli anni a venire, salvo allora un patto che già ora abdichi alla politica fiscale proposta dal governo tecnico !