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GEOFINANZA/ 1. Benamou: ecco le regole che hanno affondato le banche

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In primo luogo, la maggior parte delle Landesbanken (che rappresentano buona parte del sistema bancario tedesco) non ha reso noto la propria esposizione in debiti sovrani. In secondo luogo, i dati utilizzati sono spesso vecchi di 6/8 mesi e per alcune banche francesi (per esempio, Société Génerale) una significativa quantità di titoli era in scadenza nella prima metà del 2011.

 

In ogni caso, è questa esposizione la ragione principale delle difficoltà che stanno affrontando le banche francesi?

 

No. Vi è un incredibile paradosso a tal proposito: le banche francesi sono tra le più profittevoli d’Europa e fanno parte del piccolo club di banche che sono state capaci di ottenere un core capital ratio del 9% portando semplicemente a riserva il loro utile annuale (Unicredit, per esempio, ha dovuto varare un aumento di capitale all’inizio del 2012 per raggiungere questo obiettivo), ma sono state considerate come le più a rischio durante l’attuale crisi dei debiti sovrani. Sulla base dei dati quantitativi, non vi è alcuna spiegazione plausibile per questa situazione.

 

A che cosa è dovuta allora?

 

La crisi del 2008 aveva già portato una cattiva reputazione al sistema finanziario e in particolare alle banche. Il cambiamento delle regole del gioco apportato dai leader europei con l’accordo del 21 luglio 2011 (il cosiddetto Efsf, European financial stability facility) ha esteso la crisi dei debiti sovrani al sistema bancario europeo.

 

In che modo?

 

Per giustificare il costo del salvataggio della Grecia e ammorbidire le reazioni dei loro cittadini, i governi europei escogitarono l’idea di far partecipare il settore privato al salvataggio delle banche greche. A questa idea, nota come burden sharing (condivisione del peso), venne data la forma di bozza di direttiva europea nel dicembre del 2010. Questa partecipazione delle banche nel salvataggio della Grecia ha rotto un tabù: il debito sovrano degli Stati dell’Eurozona non è più senza rischi, anche se continua a essere considerato tale nei regolamenti bancari e assicurativi. Se i politici possono imporre, sui prestiti concessi agli Stati dell’Eurozona, perdite alle banche per motivi politici, quindi per motivi arbitrari, la situazione finanziaria delle banche europee non può più essere valutata con un qualche grado di attendibilità.

 

Qual è stata la conseguenza di questa mossa politica sui mercati?


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