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Economia e Finanza

LETTERA/ Caro Credit, le banche hanno "tradito" famiglie e imprese

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Un fenomeno che andrebbe approfondito dagli esperti; io posso solo rilevare l’apparente forte avversione al capitale di rischio, a parte le piccole imprese in cui imprenditore e famiglia giocano non solo i propri capitali, ma, e questa frase suona particolarmente seria di fronte ai ripetuti suicidi di imprenditori, anche se stessi.

La nostra Borsa non riesce a decollare e resta più esposta alle crisi internazionali, dato anche il peso al suo interno, guarda caso, dei titoli finanziari. Pertanto, il nostro sistema economico rimane fortemente bancocentrico, con responsabilità maggiori per le banche. Stanno assolvendo bene al loro compito? Quanto si sente dire in giro, anche sul Sussidiario, sembrerebbe confermare un vecchio aforisma che definisce le banche “istituzioni che ti offrono l’ombrello quando c’è il sole e te lo chiedono indietro quando comincia a piovere”. A meno che il credit crunch di cui si parla sia un’invenzione della “ortodossia liberista e globalista”, e le banche si stiano invece inondando di finanziamenti imprese e famiglie.

Sarebbe bene chiedersi chi ha eliminato l'essenziale distinzione tra banche d’affari e banche di credito ordinario, o che fine hanno fatto i benemeriti Mediocredito di un tempo. Colpa della City? Un tema che sarebbe interessante approfondire. 

 

In conclusione

Sicuramente le nostre banche soffrono anche di una crisi globale che, su questo ovviamente concordo, non è stata provocata da loro. Tuttavia, la crisi non c’entra con la decisione delle banche, grandi o piccole, di coinvolgersi così pesantemente nella politica nazionale e locale, fino a diventarne in molti casi elemento determinante. Dietro le pesanti perdite dei piccoli azionisti che hanno investito fiduciosi in titoli bancari non ci sono solo brutali speculatori internazionali, c’è l’eccessivo desiderio di potere dei nostri banchieri.

La cortesia dei nostri magistrati, e dei media, verso gli Agnelli ha messo in sordina l’inchiesta sui cosiddetti equity swaps Ifi/Ifil, ma sarebbe bene verificare le perdite subite dalle nostre grandi banche solo per consentire alla Famiglia il controllo sulla Fiat. E calcolare quanti capitali sono rimasti incagliati in questa operazione, e in tante altre simili. Quante imprese, e famiglie, avrebbero potuto essere aiutate senza questi immobilizzi?

 

(Dario Chiesa)

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COMMENTI
22/04/2012 - Banche traditrici (senza virgolette) (Giuseppe Crippa)

A supporto delle conclusioni di Dario Chiesa, che condivido ampiamente, vorrei citare un esempio ancor più recente di quello relativo al Gruppo FIAT: l’indebitamento che il sistema bancario ha in questo momento in essere verso un solo cliente, il gruppo assicurativo Fondiaria SAI (FonSai) di Salvatore Ligresti, che ammonta a 2,1 miliardi di euro. Come sia stato possibile che le banche abbiano prestato più di due miliardi ad un gruppo che dispone di un capitale nominale di molto meno della metà invece di sostenere 20.000 aziende con prestiti per 100.000 Euro ciascuna o 200.000 famiglie in difficoltà con 10.000 Euro ciascuna potrebbe spiegarcelo Lei, caro Credit, in un prossimo articolo?