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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Italia, la Grecia è solo a un anno di distanza

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Ma non basta mai. A settembre 2011 il Parlamento approva una nuova tassa sulla casa, addebitata con la bolletta della Deh, l’Enel greca, che mette 500 mila famiglie a rischio di restare senza energia elettrica. Arriva anche una supertassa sul petrolio da riscaldamento e viene abbassata la soglia di esenzione Irpef da 12 a 8 mila euro per i privati e da 8 a 5 mila euro per i dipendenti pubblici.

Il 2 ottobre 2011 Atene ammette che non riuscirà comunque a rispettare gli obiettivi di deficit per il 2011 e 2012. La troika studia un nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. È il governo del tecnico Lucas Papademos ad accettare, lo scorso 21 febbraio, le durissime condizioni per il via libera agli aiuti europei. Tagli del 30% alla spesa sanitaria. Tagli del 22% alle retribuzioni minime che passano da 751 a 586 euro e da 600 a 511 euro per i giovani. Prelievo sulle pensioni sopra i mille euro al mese.

Ma non basta mai. I greci cercano di salvare almeno tredicesime e quattordicesime, la troika si oppone. E già si parla di una nuova manovra da 10 miliardi da far approvare entro giugno. Qualcuno vuole capire come ci si sente a vivere nel labirinto del debito e se la ricetta imposta ad Atene funziona? Ecco fatto. Il 2012 sarà il quinto anno di fila di recessione per l’economia greca che dal 2008 ha visto una flessione del Pil pari al 18,7%. Oggi tre milioni di greci vivono sotto la soglia di povertà, compresi 439mila bambini a rischio denutrizione (dati Unicef). Dal 2010 la disoccupazione è balzata dal 12 al 21,8% ma è del 50,8% tra i giovani, mentre ci sono stati 1725 suicidi. 

L’ultimo a togliersi la vita si chiamava Dimitri Christoulas, un pensionato che si è sparato davanti al Parlamento. «Questo governo di occupazione ha letteralmente annullato la mia capacità di sopravvivere con una pensione dignitosa», ha scritto in una lettera che ora viene agitata in tutte le manifestazioni di protesta. «Un giorno, ne sono convinto, i giovani appenderanno i traditori del Paese in piazza Syntagma, proprio come gli italiani hanno fatto con Mussolini, a piazzale Loreto».

Certo, se davvero l’Italia fosse nel punto in cui si trovava la Grecia la scorsa primavera, la prossima tappa del governo Monti, dopo la riforma dell’articolo 18, sarebbe il licenziamento dei dipendenti pubblici, messo a punto da Atene tra maggio e novembre 2011.

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