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GEOFINANZA/ Da Washington un nuovo allarme per l’Europa

Pubblicazione:mercoledì 25 aprile 2012

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Se, invece, il credit crunch si inasprisce (anche a ragione di meno oculate gestioni dei conti pubblici) la recessione non potrà che diventare più profonda. Con implicazioni pesanti sulle aree limitrofe - in primo luogo in Europa centrale ed orientale, nel Medio Oriente e in Nord Africa; una più severa recessione nell’eurozona, infatti, colpirà il loro export e ciò si avvertirà a livello mondiale. Il documento fa intendere che ci potrebbe essere un altro scenario ancora: insolvenze del debito sovrano e anche la stessa implosione dell’eurozona. Ciò causerebbe tensioni molto forti su tutti i mercati finanziari, pure su quelli fisicamente più lontani dall’Europa.

Il continente vecchio aggrava un problema interno del Fondo: il negoziato sul numero dei seggi nel Consiglio d’Amministrazione (20 o 24) e se l’Europa possa continuare ad averne cinque. Sinora, il continente vecchio ha trovato come proprio difensore gli Usa. Ma nel nuovo quadro, la situazione potrebbe cambiare. E l’Italia, il cui seggio diventa vacante in ottobre, potrebbe essere candidata a rimetterci le penne.



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