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FARMACIE/ Delisting del Ministero della salute, 230 farmaci anche al supermercato

Pubblicata la lista dei farmaci che si potranno vendere anche al di fuori delle farmacie, ad esempio nei supermercati. Si tratta di 230 medicinali di area C

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Farmaci in vendita anche al supermercato. Grazie al "delisting" reso noto dal Ministero della salute lo scorso 18 aprile e pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, sarà adesso possibile comprare alcuni farmaci (230 per l'esattezza) non solo in farmacia, ma anche ad esempio nei supermercati. Si tratta di farmaci di fascia C che fino a oggi era d'obbligo vendere solo in farmacia e dietro ricetta medica. Tra questi 230 farmaci però 117 si dovranno ancora vendere con ricetta medica anche fuori delle farmacie. Si tratta di una delle conseguenze del cosiddetto decreto salva Italia sulle liberalizzazioni. Tra i farmaci che adesso si potranno comprare nelle parfarmacie e nella grande distribuzione gli anti virali per uso topico a base di aciclovir, gli anti infiammatori da mettere sulla pelle, i colliri anti allergici, gli antibiotici vaginali e molti altri. Non semplicissime le obbligazioni da rispettare per chi deciderà di mettere in vendita i farmaci. Ad esempio strisce di cortesia per il rispetto della privacy, area di settore logistico amministrativo, spazio di vendita e conservazione dei medicinali e separazione della vendita dei farmaci da quella di altri prodotti. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti, ha commentato in modo positivo il modo con cui sono stati scelti i farmaci da vendere senza più prescrizione medica definendola una scelta fatta con equilibrio "tenendo presenti le effettive necessità del cittadino in termini di automedicazione". Critici invece i rappresentanti delle Coop, che hanno già un'area di vendita di prodotti della salute. Si tratta di un decreto anti liberalizzazione, dicono, che è addirittura peggiorativo di quanto fatto in precedenza e che serve a mantenere lo status quo a favore delle farmacie. "Per i consumatori nessuna diminuzione di prezzo dei farmaci per non aver messo in campo i veri canali alternativi che sarebbero stati la distribuzione moderna e le parafarmacie" viene detto ancora. Una diversa liberalizzazione viene detto, avrebbe permesso di ridurre il costo die farmaci di almeno 250 milioni di euro. Secondo i responsabili Coop infine non è vero che si tratti di 230 farmaci, ma al netto solo 136, cioè il 6% dei farmaci di area C.