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SPAGNA/ Il downgrade di Standard&Poor's, disoccupazione record. Sale lo spread

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La Spagna nel mirino di Standard&Poor's che la declassa abbassando il rating a breve termine da A1 a A2 mentre il rating a lungo termine sul credito sovrano passa da A a BBB+. Intanto la disoccupazione tocca un nuovo livello record il massimo registrato dal marzo 1996. Oggi i disoccupati spagnoli sono 5 milioni e 639mila, il 24,44%. Una situazione che ovviamente finisce per spaventare l'Europa andando a influire sugliandamenti degli altri Paesi.  Secondo Standard&Poor's il motivo del declassamento è dovuto alle paure di un aumento dei rischi della posizione finanziaria. Si tratta dei timori per un "deterioramento della traiettoria del deficit di bilancio per il periodo 2011-2015 in contrasto con le precedenti previsioni" e per la "probabilità che il governo debba fornire un nuovo sostegno finanziario al settore bancario". La crisi delle banche spagnole è quanto preoccupa di più l'agenzia di rating. La replica del governo spagnolo: il declassamento da parte dell'agenzia non tiene conto dell'impatto delle riforme che l'esecutivo spagnolo sta preparando. In particolare, spiega ancora l'agenzia, si teme il  "deterioramento della traiettoria del deficit di bilancio per il periodo 2011-2015 in contrasto con le precedenti previsioni". Come sempre in questi casi il declassamento operato dall'agenzia provoca tensioni su mercato finanziario: schizza in alto lo spread tra i titoli di stato italiani quelli tedeschi validi fino a dieci anni toccando questa mattina all'apertura delle Borse la quota di 410 punti. Lo spread tra i bonos spagnoli e i bune tedeschi invece sale fino a 426 punti. Piazza Affari ha aperto in perdita dello 0,%, Londra dello 0,5, Francoforte l'1,1% e Parigi l'1,4%. L'euro viene scambiato con il dollaro a quota  1,3180 (1,3237 dopo la chiusura di Wall Street ieri), e vale 106,64 yen. Ma anche la Fiat cade nel mirino dell'agenzia di rating. Standard&Poor's ha infatti tagliato il rating dell'azienda torinese da BB- a BB. L'outlook rimane invece stabile. Il taglio, spiega l'agenzia, è dovuta "alla debole performance dell'azienda in Europa"


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