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FINANZA/ 2. Forte: ecco gli errori "tecnici" del Governo Monti

Mentre Monti è a Bruxelles, in Italia continua a montare un certo malcontento per le misure di austerità imposte dal governo. Il commento di FRANCESCO FORTE sulla situazione

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Nel giro di un mese, forse meno, il “governo dei tecnici” di Mario Monti sta perdendo non solo smalto, ma anche popolarità. Lo si vede anche dai media che lo hanno sostenuto, da qualche titolo che appare problematico come quello dell’Espresso di questa settimana. In copertina c’è la faccia del “professore competente” su uno sfondo nero, poi la frase quasi fatidica “Se non ce la fa neanche lui”, unita a un catenaccio che è tutto un programma: tasse in aumento, spesa che non cala, crescita che non decolla, partiti in fibrillazione. E tra gli italiani monta la sfiducia. Cominciano i tentennamenti di quelli che sono stati i supporters del professore, qualche perplessità. Allora, dopo il fervorino preoccupante, si preferisce parlare d’altro, ovviamente di scandali, soprattutto di inchieste in corso su degli scandali che devono ancora essere dimostrati a rigore processuale. Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, non si stupisce di fronte al “professore calante” e allo “scandalismo crescente”.

 

Professore, in questi ultimi quindici giorni il governo sembra vistosamente in calo di consensi.

 

Il punto è che si erano fatti un po’ tutti delle illusioni, molte illusioni. Si aspettavano una sorta di “miracolo” da un partito come il Pd, che è di sinistra dirigista, centralista, statalista, e dal “governo dei tecnici”. Ma qui di “miracoli” non se ne vede traccia. Io ho già paragonato Monti a una sorta di “governo Badoglio”, ma può anche essere una specie di “governo balneare” alla Giovanni Leone. Cioè quei governi che si limitavano all’amministrazione e non facevano assolutamente nulla. L’imprinting centralista glielo assicurano alcune presenze nel governo. Elsa Fornero ha una storia di sinistra, altri hanno flirtato con la sinistra partecipando pure a delle primarie. Io credo che l’opinione pubblica italiana abbia compreso tutto benissimo e quindi ora è disillusa, irritata, scontenta. Vede gli effetti di questa politica. Ma c’è di peggio in questo caso.

 

Che cosa?

 

Il problema è che questo “governo di tecnici” ha commesso una serie di errori tecnici, che poi a vedere bene sono errori ideologici, dettati dai supporter di Mario Monti e del suo governo. Per settimane i media italiani, quelli che volevano la soluzione “tecnica”, hanno insistito con le tasse sui patrimoni, sui redditi del ceto medio, delle famiglie e soprattutto sugli immobili. In più hanno fatto una “riformetta” del lavoro sullo schema del professor Pietro Ichino, che vuole punire tutti i contratti a termine, quelli che aveva previsto la legge Biagi. Io ricordo bene come chiamavano questi contratti. Li definivano “bolle di sapone”. Scambiano per precarietà un contratto a tempo determinato, anche il contratto di uno stagionale, che alla fine è un lavoratore stagionale. Quasi li insultano bollandoli di precarietà. Infine, questo pasticcio sull’articolo 18, che non permette neppure di combattere l’assenteismo ingiustificato.

 

Tutto questo provoca effetti negativi per la nostra economia e ci relega sempre in fondo alle classifiche dei paesi dove si possono mettere in piedi imprese oppure costruire case.


COMMENTI
28/04/2012 - Davvero divertente (agostino nonini)

Davvero divertente questo articolo, tanto da sembrarmi strano che l'intervistato sia il professor Forte, anche se per la verità ricordando quello che fatto come ministro e come sindaco di Bormio... Monti ha un consenso al 50%, sostenuto dal 75% dei partiti in Parlamento che godono del ... 2% di consenso popolare.Divertente, no? Errori ideologici, riformetta, articolo 18, sanculotti, depistaggi e attacchi mediatici: tutto e di più. Peccato che dimentichi una cosa: il debito che stava trascinando l'Italia nel gorgo, salvata per i capelli da Monti, almeno per il momento, perché il prossimo anno (è una facile previsione)tornerà l'uragano. E soprattutto dimentica chi il debito l'ha accumulato! Chi l'ha fatto, professor Forte?