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SPENDING REVIEW/ L'esperto: bene il piano Giarda, ma attenzione all'Iva

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Piero Giarda e Mario Monti (InfoPhoto)  Piero Giarda e Mario Monti (InfoPhoto)

«Credo che l’attuale governo non abbia in mente ciò che davvero sarebbe opportuno fare riguardo il riordino della spesa pubblica nel nostro Paese. Una rivisitazione della spesa è certamente necessaria, ma dovrebbe essere fatta mettendo in relazione la spesa pubblica con gli effetti moltiplicativi che le manovre di spesa pubblica mettono in campo. Detto in altri termini, bisognerebbe recuperare una distinzione tra spese produttive e spese improduttive, cosa che non mi pare sia al centro della struttura teorica del ragionamento dell’attuale governo».

Stefano Lucarelli, ricercatore confermato di Economia Politica presso il Dipartimento "Hyman P. Minsky" dell'Università di Bergamo, commenta in questo modo il piano di spending review che il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, porterà al vaglio del consiglio dei ministri di lunedì prossimo per un primo esame. Il primo obiettivo è ovviamente il tanto annunciato pareggio di bilancio nel 2013, anche se il governo cercherà in ogni modo, per motivi squisitamente politici, di evitare almeno in parte il previsto aumento dell’Iva dal prossimo primo ottobre.

A suo giudizio, come si sta muovendo finora il governo?

Sta cercando di recuperare risorse per evitare un'infausta manovra tributaria di aumento dell’Iva, che a quanto pare metterebbe anche in discussione una parte della maggioranza parlamentare che in questo momento ancora lo sostiene. Nonostante il lavoro affidato a Piero Giarda sia sicuramente certosino e dettagliato, mi sembra che ci si trovi di fronte a una logica di individuazione dei programmi di spesa da razionalizzare, eliminando soprattutto le leggi di finanziamento microsettoriali che caratterizzano alcuni ministeri.

Quindi cosa pensa del piano Giarda?

Il rapporto verrà presentato solamente lunedì prossimo, e finora è apprezzabile il dettagliato lavoro che si sta facendo sulla spesa, ma il mio timore è che si proceda a dei tagli tenendo conto solamente dei luoghi in cui si spende di più, ponendo in secondo piano gli effetti moltiplicativi della spesa sia diretti che indiretti.

Quali saranno secondo lei gli obiettivi principali che emergeranno dal rapporto Giarda?


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