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IL CASO/ Quelle imprese che per "sopravvivere" a Monti lasciano l'Italia

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Capisco che si possa impiantare uno stabilmento in Svizzera, in quella zona, ma la “testa” dell’impresa deve rimanere in Italia. Si può godere di vantaggi e agevolazioni fiscali, limitati però a una iniziativa. Ma aggiungevo anche altre considerazioni. Che cosa può insegnare a noi italiani da un punto di vista produttivo la Svizzera? Siamo noi alla fine che portiamo la nostra professionalità in Svizzera. È un Paese che gode di una particolare situazione per la sua storia di neutralità, perché è fuori dall’Europa. La sua anomalia, fatte le dovute distinzioni, è come quella di 70 anni fa: lì non c’era la guerra. C’è una mentalità storica del tutto differente.

Sono ragionamenti più che sensati e convincenti, professore, ma in questo momento in Italia, i produttori di ricchezza, le imprese, sono tra i più tassati del mondo.

Lo so benissimo, non lo dimentico affatto e sono perplesso dall’azione di questo governo. Lo dico da diverso tempo che il governo di Mario Monti deve cambiare. Devo confessare che da un “governo di tecnici” mi aspettavo che questa volta il “pubblico”, in Italia, facesse qualche cose per le imprese private. E invece devo constatare che non è cambiato nulla, anche con questo “governo di tecnici”. Non si fa nulla, come non si è mai fatto nulla.

Non le sembra strano che questo governo, in fondo voluto in legittima “chiave antiberlusconiana” da un certo establishment industriale e finanziario, non ottenga alcun risultato a suo favore?

Effettivamente sono sorpreso anch’io. Vedo la signora Susanna Camusso dire al ministro Elsa Fornero che “lei non deve andare a parlare” ai lavoratori. Vedo Emma Marcegaglia particolarmente scontenta. La mia impressione è che questo governo sia legato soprattutto alla sinistra, al Partito democratico, perché poi gli sponsor non hanno ottenuto nulla. Ricordo che ero presente anch’io all’ormai famoso convegno di Todi. Erano presenti tre o quattro futuri ministri. Si diceva che il nuovo governo sarebbe stato influenzato anche dalla Chiesa. Non mi pare, perché la stessa Chiesa si è ritrovata davanti all’Imu.

Insomma, non vede cambiamenti sostanziali.

Devo dire che ho sempre fiducia in questo Paese. Ho visto il “Salone del mobile”, il “Vinitaly”, che danno la misura delle nostre capacità. Sono convinto che l’Italia ce la farà ugualmente, perché gli italiani sono bravi. Nonostante tutto ci sono aziende che continuano a esportare, a produrre, a combattere sul mercato.

Nonostante Lo Stato o quello che lei dice il “pubblico” non faccia nulla per queste imprese.

Sì, nonostante questo ce la faremo. Certo è disarmante pensare che, quando si sente parlare di politica economica e finaziaria, si dica “speriamo che in Francia vinca François Hollande”. Tutto questo è veramante deprimente. Sperare in Hollande! Ci vorrebbe forse qualche altro messaggio e qualche altro intervento.

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
29/04/2012 - post scriptum per il Prof. Preti (Emilio Colombo)

Scusi professore ma lei del suo che ci rimette se la mia microazienda chiude per eccesso di imposizione fiscale? Mi dirà che è colpa mia se non so stare sul mercato? A lei chi fa concorrenza nel suo lavoro? Inoltre: prima di dare giudizi su cosa possono insegnarci o meno gli svizzeri, dia qualche consiglio a Monti su come far sopravvivere l'Italia o meglio quella parte dell'Italia che mantiene il resto della medesima, posto che sia un obiettivo reale. Personalmente non ho nessuna voglia di andarmene, nè di farmi i 50 km A/R giornalieri, nè la dogana a Chiasso 2 volte al gg, ecc, ma ho una famiglia da mantenere, un mutuo da pagare, nessuna garanzia dallo stato (salvo la sanità lombarda),nessuna copertura dalle banche (per ora non ne ho bisogno), nessun diritto acquisito, nè la cassa integrazione dei dipendenti alitalia. Se il delta di costo fiscale, del lavoro, ecc, supera una certa soglia, e il rischio supera un livello tollerabile, lei cosa farebbe al mio posto? Più o meno è come aprire un'azienda in Calabria, molti preferiscono emigrare: sono dei vili? Non sanno fare i conti?

 
29/04/2012 - attenzione attenzione (Emilio Colombo)

leggo che qualcuno degli specialisti si è accorto che la chiusura della mia intervista di qualche tempo fa non era solo una provocazione ma un fatto! Anzi, se andiamo avanti così, traslocare in Svizzera o altrove in EU tra un po' diventerà un fenomeno di massa anche tra quelli micro, per capirsi quelli che capiscono la differenza tra la fascia A dello sconto benzina della regione lombardia e la fascia B, non solo tra chi ha dimestichezza con il termine "delocalizzare". Se la domanda è sempre la stessa: "chi paga?" diventa ormai determinante anche "fino a che punto è giusto pagare?". C'era perfino un editoriale di Avvenire nei giorni scorsi che ha posto la questione del "principio delle leggi meramente penali", in pratica della tollerabilità della vessazione fiscale da parte della gente comune, specie dei microimprenditori, non certo degli speculatori o delle corporations multinazionali. Ripeto: attenzione!

 
29/04/2012 - Tutti dovremmo lasciare (Diego Perna)

Chi ha la forza e la possibilitá perchè ha un' azienda prossima alla Svizzera se ne va, chi puó delocalizza, chi resta pagherá anche per loro sino a svenarsi. Anch' io se potessi me ne andrei, anche ii miei figli stanno preparandosi ad andare via, è la situazione peggiore che io abbia mai visto in Italia. Non vedevo luci in fondo al tunnel quando si diceva che la crisi era alle spalle e non ne vedo neanche oggi, anzi. Sono cambiate solo le apparenze, tutto é come prima, cioè diretto, con l'anestetico dei media, verso qualcosa che ancora non sappiamo, chi dice catastrofe o baratro lo fa perchè ha un significato di comune comprensione, ciioè risponde alle regole di una ceta comunicazione. Io non credo succederá questo per tutti, il baratro lo subiranno solo una parte di noi, alcuni giá ci sono, ogni giorno almeno un suicidio. Chi è costretto a vendere la casa se non gliel' ha giâ pignorata Equitalia ecc. ecc. Però io vedo la tv, sopratutto i Tg e sembra veramente Monti e il piano salvastati della Ue ci fará tornare ad una crescita sostenibile, è solo imbonimento terapeutico, nient'altro.

 
29/04/2012 - fuga (Alberto Consorteria)

la fuga dei cervelli, la fuga delle imprese (meno male che scappano, se l'alternativa è il suicidio). Che dire, la gente normale, stretta tra papponi di palazzo e neosavonaroli, se la squaglia.