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Economia e Finanza

FINANZA/ Il Governo smentisce il Financial Times: l’Italia non ha bisogno di una nuova manovra

In Italia non ci sarà bisogno di alcuna manovra finanziaria aggiuntiva. Lo dicono alcune fonti governative interpellate circa l’articolo pubblicato questa mattina dal Financial Times

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

In Italia non ci sarà bisogno di alcuna manovra finanziaria aggiuntiva. Lo dicono alcune fonti governative interpellate circa l’articolo pubblicato questa mattina dal Financial Times. Il quotidiano della City ha infatti scritto che l’Italia rischia di dover varare nuove misure di austerità. L’indicazione sarebbe oltretutto arrivata da una nota fatta circolare nell’ultimo incontro dell’Eurogruppo tenutosi venerdì scorso a Copenaghen, al quale tra l’altro Mario Monti non ha partecipato dato che si trovava in viaggio in Estremo Oriente. Questo rapporto di quattro pagine, pur elogiando i progressi compiuti dall’Italia a partire dal maggio del 2010 e lo sforzo per conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, segnalerebbe come le prospettive di decrescita economica e dei tassi di interesse relativamente alti (con il loro peso sui rendimenti dei titoli di stato) potrebbero portare l’Italia a dover varare appunto nuove misure di finanza pubblica.

Questo report, stando sempre al Financial Times, sarebbe stato preparato dalla direzione generale per gli affari economici della Commissione europea. Tuttavia Bruxelles non ha confermato la notizia del quotidiano londinese. Il portavoce del Commissario Ue Olli Rehn, ha detto di non poter confermare alcuna fuga di notizie, né l’autenticità o l’effettiva esistenza del rapporto cui ha fatto riferimento il Financial Times. Inoltre ha ricordato che le valutazioni di Bruxelles sull’Italia sono note e che le azioni prese dal governo italiano sono decisive per il consolidamento delle finanze pubbliche, mettendo il debito su un percorso di riduzione. Fonti comunitarie hanno comunque confermato l’esistenza di questo documento, spiegando che si trattava di un report elaborato dai funzionari della direzione per gli affari economici e finanziari della Commissione a uso interno e che quindi non è stato distribuito ai ministri che hanno partecipato al vertice di Copenaghen. Nel documento ci sarebbe anche un accenno alla riforma del mercato del lavoro, con l’auspicio che il suo livello resti adeguato alle sfide e alle raccomandazioni indicate dall’Europa.