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Economia e Finanza

CORRETTIVI CRISI/ Studi di settore: il caro benzina nell'obbiettivo

La commissione per gli studi di settore ha approvato i correttivi crisi per quanto riguarda tutte le categorie colpite dall'aumento del prezzo del carburante, dai taxi agli autotrasportatori

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La commissione per gli studi di settore ha dato suo parere. Un parere favorevole per una serie di interventi di modifica. In pratica si terrà conto delle difficoltà create dall'attuale crisi economica, in particolare del continuo aumento del prezzo della benzina. Si tratta di correttivi che che alleggeriscono gli Studi a chi ha avuto meno ricavi (con paletti anti-truffa). In questo senso assume particolare importanza l'effetto caro carburante. Correttivi sono previst dunque per tutte quelle categorie che per colpa di questi aumenti hanno ottenuto minori ricavi rispetto a quanto loro dovuto. Dunque per taxi, trasporti, traslochi colpiti dai maggiori costi del carburante. Tali studi di settore saranno così maggiormente capaci di intervenire rispetto alle condizioni economiche dei mercati e capaci di evidenziare incoerenze nei dati dichiarati. La commissione ha quindi dichiarato di prendere atto della capacità dei correttivi crisi applicati per il periodo di imposta 2010 di cogliere adeguatamente la particolare congiuntura economica negativa. Dunque per le categorie di  taxi, autotrasporto, ma anche per servizi di traslochi, noleggio vetture con conducente e altri trasporti terrestri di passeggeri partiranno dei correttivi che tengono conto dei maggiori costi che queste categorie hanno per via dell'aumento del prezzo dei carburanti. Lo ha comunicato l'agenzia per le entrate. Nel comunicato emesso dall'agenzia si dice che in particolare, è stato dato il via libera all'introduzione di correttivi "crisi" e di indicatori di coerenza e di normalità economica». In tale modo gli studi di settore che verranno messi in atto per quanto riguarda la prossima dichiarazione dei redditi relativa al 2011 conterranno correttivi generali, ma anche individuali. Si nota poi che aumenta il numero dell'adesione al pagamento dei tributi da parte di contribuenti che applicano gli studi di settore. Risulta infatti che negli ultimi dieci anni il reddito è cresciuto di più del 40% e i ricavi sono più che raddoppiati. Invece il volume degli affari non dichiarati è diminuito del 42% come era nel 1995 al 15,9% del 2010. Le misure di correzione in un primo momento non erano state valutate degne di essere applicate da parte del governo, adesso scatta la misura di tendenza opposta.

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