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FINANZA/ 1. Il terrorismo del Financial Times sull'Italia e la bufala dell'Ue

Dal Financial Times è rimbalzata la notizia che vedrebbe per l’Italia la possibilità di dover varare una nuova manovra. FRANCESCO FORTE ci spiega perché non ce n’é la necessità

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Arriva una nuova sorpresa dall’Europa, naturalmente via Financial Times.L’Italia potrebbe fare i conti con una nuova ondata di misure di austerità. Questo il senso dell’articolo a pagina 2 del quotidiano britannico. La fonte che ha ispirato il “pezzo” sarebbe una nota confidenziale, circolata durante l’ultimo Eurogruppo a Copenaghen, dal titolo “Budgetary situation in Italy”. Nella nota si legge che gli obiettivi di riduzione del deficit potrebbero essere messi a repentaglio dalla recessione e da tassi di interesse troppo alti. In un virgolettato riportato dal quotidiano della City, si legge che il governo italiano deve essere pronto a prendere ulteriori misure nel caso fosse necessario. La possibilità di una nuova manovra sconfesserebbe le dichiarazioni fatte più volte dal premier Mario Monti. Sono subito sono arrivate delle smentite, sia da fonti governative italiane che dal superministro Corrado Passera. “L’Italia e l’Europa hanno bisogno di riforme strutturali per avviare e consolidare la crescita, ma, come ha rimarcato il premier, non c’è bisogno in Italia di manovre correttive per far fronte alla crisi”. In un’atmosfera di “gelo” da Bruxelles non trapela nulla, se non dichiarazioni di prammatica. Mentre Passera ribadisce che “con l’austerity non si cresce, al contrario bisogna mettere in moto tutte quelle operazioni per fare in modo che dopo aver messo in ordine i conti ci sia anche crescita dell’economia e dell’occupazione”. E allora come si risolve questo “piccolo giallo” che viaggia tra Danimarca, Bruxelles e gli scoopisti del Financial Times?

Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, ha una ipotesi ben precisa su questo affare che ha messo tutti in allarme. Quale?

Sono i famosi superburocrati di Bruxelles, notoriamente degli incompetenti, per non dire degli analfabeti in materia, che fanno degli errori grossolani scambiando le entrate di un anno con quelle dell’anno successivo. È una notizia semplicemente sbagliata. Con la recessione non abbiamo meno gettito. Certamente questo è un messaggio depressivo, ma non credo affatto che la situazione sia così e non ritengo che Monti abbia bisogno di un’altra manovra correttiva. Non credo proprio che sarà costretto a farla.

E della vicenda dell’Imu, con il decreto di chiarificazione?

Sul pasticcio delle date parliamo dopo. Al momento sostengo che il gettito dell’Imu sarà molto più grande di quello che si pensava. È per questa ragione che non credo che ci sia bisogno di un’altra manovra. Basta guardare i calcoli approssimativi per rendersi conto di quello che arriverà nelle casse dello Stato. Se i comuni si mettono a fare i conti e a calcolare i nuovi coefficienti, si ha la netta sensazione di un autentico “tesoretto”. Ci sono da fare i calcoli anche sui cosidetti immobili vincolati. Se tutto va come deve andare, dall’Imu salta fuori un extragettito.

Questo darebbe respiro al governo che, in questo momento, sembra meno popolare che nelle scorse settimane.