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FINANZA/ 2. Italia, I tre "peccati" che bloccano la crescita

Pubblicazione:mercoledì 4 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 4 aprile 2012, 8.33

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2) Il peso del debito può essere ridotto tramite operazioni di riscatto che incidano sul tasso d’interesse. Ci sono varie proposte sul tappeto. Meritano di essere vagliate con cura dal Governo, specialmente quelle che si basano su esperienze positive fatte all’estero, quali quelle attuate da alcuni Paesi dell’America Latina e dalla Germania. In America Latina non si trattava di risolvere il nodo del debito pubblico interno (abbastanza contenuto a differenza di quello sull’estero), ma di affrontare il peso di un insostenibile debito previdenziale. In Germania, il problema era come coniugare denazionalizzazioni con la riduzione del debito dei Länder orientali. In tutti questi casi, per il riscatto sono stati istituiti fondi specifici quali il Treuhandanstalt (THA) tedesco e si è utilizzato parte dello stock di ricchezza pubblica e privata.

3) Il nodo demografico (analogo, ancora una volta, a quello del Giappone) e delle piccole dimensioni d’impresa può essere risolto solo nel medio-lungo termine. Tuttavia, non si esce dalla sindrome della stagnazione-con-rischio-di-recessione se i passi immediati del Governo e del Parlamento non prevedono “fiscalità di vantaggio” (c’è un’ampia gamma di variazione tecniche che comportano perdite minuscole di gettito complessivo) per le famiglie dei ceti a medio e basso reddito con almeno tre figli a carico. Parimenti, vale la pena riflettere sui programmi attuati negli anni Novanta in Germania per facilitare le aggregazioni di imprese.

 

Sulla correzione dell’errore del 1989 e sul debito si possono aspettare effetti positivi pure nel breve periodo. In materia di “fiscalità di vantaggio” per le famiglie con almeno tre figli e di misure per l’aggregazione gli esiti si potranno avvertire benefici nel medio periodo, ma quanto più tardi si inizia, tanto più sarà difficile mettersi sulla strada della crescita sostenibile e inclusiva.



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COMMENTI
04/04/2012 - si può fare di più (francesco taddei)

io penso che tutti e tre i fattori siano alla pari. però dissento dall'autore sul primo punto, poichè secondo me potrebbe realizzarsi più a breve termine: protezione dei propri prodotti e abbassamento della valuta(in sostanziale pareggio con il dollaro) non è solo una questione tecnica ma anche di volontà politica.

 
04/04/2012 - soprattutto la ri-crescita demografica (attilio sangiani)

Gotti Tedeschi assegna alla ripresa della procreazione di figli in Italia la maggiore importanza per la ri-crescita della economia reale. Condivido questa opinione e assegno al terzo punto dell'articolo la maggiore importanza. Quanto all'errore nel con-cambio Euro-Lira ero anche io dello stesso parere. Però non ho capito come si potrebbe rimediare.