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FINANZA/ 1. Sapelli: l’operaio Weitling ci salverà da Merkel e Monti?

Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto) Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

Il guaio è che l’unica unità medica dinanzi al contagio è rimasta una Bce che agisce di fatto contro il suo statuto: stampa moneta a manetta, come si diceva una volta in gergo tipografico, euro, per comprare titoli di stato sovrani e ricapitalizzare le banche. Ma questo è come curare il morbillo senza il vaccino. Per carità, so che oggi esistono anche gruppi di persone contrari al vaccino e mi ricordano proprio i gruppi dirigenti europei, ma i vaccini servono, eccome! Ma per vaccinare l’economia europea, ripetiamolo ancora, occorre sostenere la domanda e la domanda si sostiene seguendo Kalecki e Keynes con una politica di investimenti. Se quelli privati non ci sono ci devono essere quelli pubblici.

L’Europa sta crollando e sgretolandosi perché il personale medico della Bce cura le banche e i ministri del tesoro e non le famiglie e le imprese che da potenti iniezioni di denaro pubblico, che si trasformano in iniziativa imprenditoriale, potrebbero riprendere la via della crescita. Ma i distruttori, picconi alla mano, dicono: ma questo aumenterebbe i debiti pubblici! Aiuto, aiuto! Ma siete mai stati in Giappone? Il debito pubblico è del 280%, ma nessuno chiede aiuto, e se non ci fosse i giapponesi sarebbero già ridotti alla fame e la Cina il Giappone l’avrebbe già occupato.

Guardate alla Spagna e al Portogallo. Le banche, soprattutto quelle spagnole, sono in una crisi profondissima perché anche quelle territoriali, non cooperative ma comunque locali, sono state colpite da una vertigine da successo. Un successo da bolla immobiliare che ora pagano terribilmente.

Qual è la soluzione? Non operano come dovrebbero fare razionalmente secondo il modello delle crisi bancarie pre-globalizzazione, ossia creare una bad bank, infilarci dentro gli assets tossici e con garanzia pubblica cercare nel tempo di venderli. Ricordo che in questo modo si salvarono gli Stati Uniti dalla grande crisi delle casse di risparmio degli anni Ottanta del Novecento. Invece, che cosa fa la Banca centrale spagnola? Procede a delle gigantesche fusioni tra le casse, tanto che oggi la prima banca spagnola per attivi è appunto una cassa nata da tali fusioni. Insomma, anche lì fusioni su fusioni, ricapitalizzazioni su ricapitalizzazioni delle banche, ma nessuna crescita dell’economia reale: il Paese sprofonda in una disoccupazione endemica e terribile.

Insomma, la politica deflazionistica sta distruggendo l’Europa del sud e ponendo le basi per la diffusione della crisi in Germania. Infatti, il commercio mondiale non è in buona salute e le esportazioni non sono più la panacea. E il mercato interno tedesco, che è ancora uno dei più floridi al mondo, è sempre più insufficiente a svolgere almeno in parte quel ruolo che il mercato interno nordamericano ha svolto rispetto all’economia mondiale: ossia importare merci europee per dare un po’ di ossigeno all’economia delle altre nazioni dell’euro. Si è fatto di peggio, si è creato un dualismo salariale tra gli operai tedeschi che non potrà non avere effetti devastanti sullo stesso mercato interno tedesco.