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FINANZA/ 1. Sapelli: l’operaio Weitling ci salverà da Merkel e Monti?

Pubblicazione:giovedì 5 aprile 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 5 aprile 2012, 9.26

Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto) Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

L’Italia è sommersa dal cloroformio. Si sono sprecate critiche a iosa contro Tremonti perché aveva nascosto all’inizio i prodromi e poi via via l’emergere della crisi economica che dal mondo raggiungeva il nostro Paese. Ora succede la stessa cosa, ma su proporzioni ben più vaste e forse con effetti molto più pericolosi. Chiunque legga la stampa internazionale che non a caso, soprattutto quella anglosassone, è in gran parte posseduta da editori “puri”, ebbene chi legge questa stampa non può non essere preoccupato, perché la crisi europea si aggrava giorno per giorno.

Le banche nella gran maggioranza dei casi, salvo le banche cooperative, hanno chiuso i loro bilanci con gravissime perdite e profondissime svalutazioni degli assets e gli osservatori, che pur esistono, che sfuggono al mito deflazionista e neo liberista à la Merkel-Monti, sono molto preoccupati per la stessa salvezza dell’euro. Da molte parti si parla della necessità di un’uscita negoziata dall’euro, da altre ancora non si ipotizza un ritorno alle antiche monete, ma si descrive una situazione di contagio diffuso che sta venendo alla luce.

Qual è la malattia oggetto di tale contagio? È molto semplice. Per individuarla bisogna capire il tessuto su cui i germi si sviluppano. Tale tessuto è quell’ordito di interconnessioni e di interrelazioni sistemiche (ossia allorché una modificazione delle parti modifica tutte le parti del tessuto, fin nelle più intime particelle), queste interrelazioni erano il vanto della globalizzazione che veniva vieppiù esaltata dalla presenza di un’unica moneta. Non si diceva che con un’unica moneta si possono trasferire soldi ovunque in Europa, vendere ovunque le stesse merci, ecc.? Ammettendo che ciò sia stato vero, ora assieme alla moneta si trasmette il contagio.

Facciamo l’esempio delle banche italiane. Hanno chiuso i bilanci con decine di migliaia di perdite e così facendo trascinano con sé anche gli attivi di moltissime altre banche europee e mondiali, facendo passare molti valori di libro dall’attivo, appunto, al passivo. Per questo bisognava spegnere subito il focolaio della Grecia. Il fariseismo della massaia tedesca, così ben descritto da Fontane, e che la Merkel interpreta anche fisicamente con una plasticità stupenda, ha diffuso la malattia del passivo in tutto il mondo, per timore di perdere i pochi spiccioli che una politica anti-incendio immediata sarebbe costata.


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