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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ I conti che avvicinano Francia e Germania alla Grecia

La crisi in Europa non è per nulla superato. Anzi, facendo bene i conti, anche paesi ritenuti virtuosi come Francia e Germania presentano dati poco confortanti. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

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Voltaire diceva che «è pericoloso avere ragione su materie riguardo le quali l’establishment ha torto», mentre Bertolt Brecht sottolineava come «ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano già occupati». Perché queste citazioni? Semplice, perché - a mio avviso - calzano a pennello con la situazione attuale italiana ed europea. Queste, ad esempio, le parole di Mario Monti al termine del suo road-show asiatico per convincere gli investitori riguardo l’Italia e l’eurozona: «Sono venuto qui per chiedervi di rilassarvi un po’. Permettetemi di sottolineare che si usa parlarne, ma non c’è alcuna “crisi dell’euro”, una valuta che non ha mai mostrato segni di debolezza. Mentre la crisi dell’Eurozona c’è stata e, io credo, è stata superata». Beato lui che ha queste certezze!

Vediamo, dunque, qualche cifra di questa crisi superata. La disoccupazione nell’eurozona è salita al 10,8% a febbraio, a fronte del 10,7% registrato a gennaio: si tratta dei massimi dall’introduzione dal 1999. Nell’Ue a 27 Paesi, il tasso si è attestato al 10,2% a febbraio, rispetto al 10,1% di gennaio, mentre a febbraio 2011 la disoccupazione era stata del 9,5%. Eurostat stima che 24,55 milioni di uomini e donne nell’Ue a 27, di cui 17.134.000 nell’eurozona, erano disoccupati a febbraio 2012. Rispetto a gennaio 2012, il numero di disoccupati è aumentato di 167mila nei 27 paesi e di 162mila nell’area della moneta unica. Rispetto a febbraio 2011, i disoccupati sono aumentati di 1,874 milioni nella Ue-27 e di 1,476 milioni nella zona euro.

I tassi di disoccupazione più elevati si confermano in Spagna (23,6%), Grecia (21%), Irlanda 14,7% e Portogallo 15%, mentre la Francia è al 10%, l’Italia al 9,3% e la Germania al 5,7%. Per Monti, alla luce di questi dati, la crisi è passata. Va beh, direte voi, gli spread però vanno meglio. Eh sì, c’è proprio pace e concordia sul mercato obbligazionario! Ieri mattina la Spagna ha provato a mettere il naso fuori dal giardino incantato delle aste Ltro emettendo debito oltre i tre anni di durata e la risposta del mercato è stata raccolta minima - 2,6 miliardi in un range che andava da 2,5 a 3,5 - e rendimento in rialzo, con cotè contemporaneo di esplosione di tutte le curve obbligazionarie iberiche e cds al massimo da sei mesi a questa parte.

Detto fatto, anche il nostro spread verso il Bund è schizzato addirittura in area 360 punti base: ma la crisi è finita e l’Italia è sul binario giusto. Amici miei, qui di binario c’è solo quello morto dell’Ue. Ma vediamo qualche caso specifico, tanto per non farmi dire che attacco Monti e il suo governo pregiudizialmente e non corroborando le mie tesi con cifre. Il Portogallo, ad esempio, il cui deficit pubblico “core” è triplicato a gennaio-febbraio di quest’anno, con un calo delle entrate e un aumento della spese. È la dimostrazione che Lisbona fatica a restare dentro i target previsti in cambio dei 78 miliardi di euro di aiuti internazionali: il deficit è salito a 799 milioni di euro dai 274 milioni dello stesso periodo del 2011. Insomma, la traiettoria è quella greca: la spesa pubblica è salita del 3,5% a 7,06 miliardi di euro, inclusi i trasferimenti alle compagnie statali, mentre le entrate sono scese del 4,3% a 6,26 miliardi di euro. E la ratio debito/Pil? Vediamo le voci nello specifico. Pil totale 208 miliardi di dollari, debito a lungo termine 96 miliardi, debito a breve termine 99 miliardi, prestito della troika 111 miliardi, debito garantito dal governo 16 miliardi e prestiti bancari garantiti dal governo 24 miliardi: totale dello scherzetto, ratio debito/Pil reale 140%.


COMMENTI
05/04/2012 - quale presente, quale futuro (francesco taddei)

la francia e la germania anche se hanno problemi hanno un impianto stato-mercato funzionante e con l'obbligo della grecia di acquistare materiale bellico dalle loro industrie per altri anni staranno tranquilli. ma come può la grecia, i cui aiuti dalla UE hanno riempito le casse delle banche francotedesche, risollevarsi con una moneta che vale 1,30 dollari?