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GEOFINANZA/ I conti che avvicinano Francia e Germania alla Grecia

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E la Grecia, poi? Tutto bene, Atene è salva! Almeno così dicono a Bruxelles. Peccato che, come vi ho già detto, ci siano altri 107 miliardi di debito greco, garantito dallo Stato e non contabilizzato, a cui dare una risposta. Sono obbligazioni delle ferrovie greche, dei trasporti urbani greci e altro, tutte garantite a livello sovrano dalla Repubblica greca. E poi obbligazioni legate all’inflazione, floating rate, asset-backed securities e tutto il campionario classico dei prodotti strutturati, tutti garantiti dal solventissimo Stato greco. Vediamo nel dettaglio queste obbligazioni, tutte - ribadisco per l’ennesima volta - garantite dalla Repubblica di Grecia: “New Economy Development Fund” 139 milioni di dollari, Ferrovie elleniche 2 miliardi e 240 milioni di dollari, bonds strutturati 20 miliardi e 683 milioni di dollari, Trasporti urbani della città di Atene 837 milioni di dollari e debito garantito della Greek Bank 83 milioni e 314mila dollari. Totale di debito greco con garanzia statale, 107 miliardi e 213 milioni di dollari. Insomma, la Grecia ha fatto default su 105 miliardi di euro, ma ha aggiunto nuovo debito per 172 miliardi - nuovi prestiti di Ue e Fmi - oltre ai 107 di debito garantito e debitamente “nascosto” finora: dopo lo swap, quindi, Atene si è caricata di 279 miliardi tra nuovo debito e debito non contabilizzato! E sapete perché non era contabilizzato? Perché non era “in nome della Repubblica di Grecia”, ma “garantito dalla Repubblica di Grecia”!

Ma non basta: dei detentori dei 26,8 miliardi di euro di obbligazioni greche sotto legislazione estera o denominate in altra valuta, soltanto i possessori di titoli per 15,3 miliardi hanno detto definitivamente sì allo swap, mentre altri 11,5 miliardi restano di fatto da rimborsare o da ignorare, facendo default sulle loro detenzioni. Il 15 maggio prossimo, poi, Atene dovrà cominciare i rimborsi, per l’esattezza quello di una floating-rate note da 450 milioni di euro che va a scadenza e i cui possessori hanno detto no allo swap. Che farà Atene, troverà i soldi entro il 15 giugno (ha un mese per onorare il pagamento), li chiederà o rimetterà quel debito, suicidandosi del tutto sui mercati? Capito adesso perché il nuovo bond greco già paga rendimenti stratosferici ed è trattato al 20% sulla parità?

E la Germania, la locomotiva d’Europa? Al netto del fatto che la riforma del mercato del lavoro fatta dalla Commissione Hartz e che tanto piace a Oscar Giannino ha portato con sé come grande rivoluzione i “mini-jobs”, ovvero lavoretti da 400-500 euro al mese che riguardano 7 milioni di lavoratori tedeschi (quindi anche il dato reale dell’occupazione andrebbe rivisto, perché un part-time a quella cifra non è lavoro, ma poco più di un sussidio), il Prodotto interno lordo tedesco è di 3,2 miliardi di euro, debito sovrano ufficiale 2,618 miliardi di euro, percentuale di liabilities in capo all’Unione europea 27%, percentuale di liabilities in capo alla Bce 18,94%, percentuale tedesca dei 4 triliardi di debito della Bce pari a 757,6 miliardi, costo annuale per la Germania in capo al budget dell’Ue 46,36 miliardi, garanzie della Germania per i Fondi di stabilizzazione 280,6 miliardi, garanzie della Germania per il Fondo di assistenza macrofinanziaria 211,14 miliardi, liabilities tedesche sul programma Target 2 pari a 656 miliardi, garanzie tedesche per il debito dell’Eib 157,29 miliardi e garanzie sovrane per la Kfw 588 miliardi, per un totale di debito sovrano e garanzie di 5,315 miliardi di euro. Quindi, al netto di una ratio debito/Pil ufficiale dell’81,8%, quella reale della Germania è del 139,8%.

E, per finire, la Francia del nostro amico Sarkozy, quello che rideva tanto e oggi ha ben poco da ridere? Il Pil ufficiale della Francia è di 2.774 miliardi di dollari con un debito nazionale così composto: debito pubblico ammesso 2.261 miliardi, prestiti alla nazione 214,9 miliardi, debito bancario garantito (dato ammesso) 479 miliardi, garanzie per Dexia 55,48 miliardi per un debito nazionale totale di 3.010 miliardi. C’è poi debito europeo della Francia, così composto: liabilities verso la Bce 569 miliardi di dollari, costi per il Budget Ue 23,2 miliardi, liabilities verso i Fondi di stabilizzazione 110 miliardi, liabilities verso il Fondo per l’assestamento macro finanziario 203 miliardi, garanzie per il debito Eib 137,6 miliardi, per un totale di debito europeo della Francia di 1.043 miliardi. Unendo le due voci di debito, nazionale ed europeo arriviamo a 4.053 miliardi. Quindi, la ratio debito/Pil della Francia non è quello ammesso dell’86,1%, ma del 146%.


COMMENTI
05/04/2012 - quale presente, quale futuro (francesco taddei)

la francia e la germania anche se hanno problemi hanno un impianto stato-mercato funzionante e con l'obbligo della grecia di acquistare materiale bellico dalle loro industrie per altri anni staranno tranquilli. ma come può la grecia, i cui aiuti dalla UE hanno riempito le casse delle banche francotedesche, risollevarsi con una moneta che vale 1,30 dollari?