BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

GEOFINANZA/ I conti che avvicinano Francia e Germania alla Grecia

InfophotoInfophoto

L’Italia? Taccio per carità di patria, tanto come siamo conciati lo sapete da soli. Detto questo, caro presidente Monti, proprio sicuro che la crisi sia finita in Europa? Proprio sicuro che ciò che frena gli investimenti cinesi e asiatici sia la mancanza della sua riforma del mercato del lavoro e non dei debiti pubblici mostruosi uniti, nel caso del Bel Paese, all’assenza di una corporate tax competitiva, di una giustizia civile veloce e di una burocrazia business-friendly che contrasti il vero cancro, la corruzione?

Al di là del fatto che spacciare per già compiuta una riforma del mercato del lavoro quando questa non lo era affatto, significa offendere la legittimità e la sovranità del Parlamento, caro Monti pensa che i cinesi che hanno fatto razzia di utilities in Grecia e Portogallo lo abbiano fatto dopo che i governi del caso avevano dato vita a una riforma del loro mercato del lavoro, ben più ingessato del nostro? No, sono entrati quando disperazione e richieste folli della troika hanno obbligato Atene e Lisbona a svendere per un pezzo di pane, accettando oltretutto fin d’ora ulteriori tagli occupazionali che la nuova proprietà imporrà. Mi ero convinto per un periodo che questo governo tecnico potesse essere una salutare quanto temporanea purga, sta prendendo invece le sembianze di un altro 1992-93. Attenzione cari lettori, qui oramai siamo a due cristiani al giorno che rimettono l’anima al Creatore perché disoccupati oppure oberati dai debiti: non si scherza con certe situazioni, possono sfuggire di mano.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
05/04/2012 - quale presente, quale futuro (francesco taddei)

la francia e la germania anche se hanno problemi hanno un impianto stato-mercato funzionante e con l'obbligo della grecia di acquistare materiale bellico dalle loro industrie per altri anni staranno tranquilli. ma come può la grecia, i cui aiuti dalla UE hanno riempito le casse delle banche francotedesche, risollevarsi con una moneta che vale 1,30 dollari?