BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ Quaranta Leoni (Unindustria): c'è una rete a costo zero per battere la crisi

Infophoto Infophoto

Per invertire tale tendenza il sistema impresa ha bisogno di crescere in tempi brevi e a costo zero, ovvero di aggregarsi. Il made in Italy si misura oggi con preferenze dei consumatori sempre più sofisticate e competitor particolarmente attenti a innovazione e qualità: le aziende devono scendere in campo insieme, spinte dal perseguimento di un obiettivo comune, per vincere la partita della competitività. La rete conviene, in primo luogo perché offre agli attori una visione estesa dell’ambiente esterno, mettendo a loro disposizione un mix di scelte strategiche più complesso. In secondo luogo, consente ai singoli nodi di accedere ad una dotazione tecnologica superiore sia attraverso il patrimonio condiviso, dunque più elevato, da destinare a investimenti in ricerca e innovazione sia grazie alla maggiore possibilità di realizzare trasferimenti tecnologici. Infine, dalla riduzione dei costi e dal contestuale incremento di specializzazione, dovuti alla maggiore dimensione e che generano economie di scala, derivano opportunità produttive.

Alto tasso di specializzazione, elevato grado di efficienza e significativi livelli di produttività. È questa la ricetta del “big player”, ma è anche il triplice obiettivo che il network persegue. Tutto ciò senza che ogni impresa rinunci alla propria autonomia e individualità. Perché quindi non crescere?

(Daniela Quaranta Leoni, Direttore Centro Studi Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo)

© Riproduzione Riservata.