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FINANZA/ 2. Spending review, le due sfide per il "risanatore" Bondi

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Enrico Bondi (Infophoto)  Enrico Bondi (Infophoto)

Si potrebbe arrivare facilmente a un totale di 30 miliardi di euro e scongiurare un nuovo aumento dell’Iva o una nuova manovra finanziaria. Nel contempo, per favorire la crescita, si dovrebbero consentire alle imprese detrazioni d’imposta analoghe a quanto a esse dovuto dalle pubbliche amministrazione e una drastica abolizione della miriade di tax expenditures (agevolazioni tributarie) spesso varate unicamente a fini particolaristici. Queste misure “minime” darebbero credibilità alla spending review. E ne permetterebbero la prosecuzione.

Sul metodo, è utile riallacciarsi all’esperienza francese del “Programme de Rationalisation des choix budgétaire”, attuato in Francia in due fasi - la prima dalla metà degli anni Settanta sino al 1985 circa, la seconda a partire dalla riforma dei documenti di bilancio nel 1998. È un’esperienza che va valutata con attenzione. In effetti, definiti gli obiettivi generali di governo, si chiedeva alle amministrazioni di studiare l’apporto che ciascuna di esse potesse dare in documenti che venivano pubblicati e messi a confronto gli uni con gli altri ed erano oggetto di dibattito professionale (sulla qualità dell’analisi) e pubblico (sulla corrispondenza con gli obiettivi di politica economica).

La prima fase ha dato risultati modesti in quanto impiantata su base volontaristica. Ha comunque contribuito al risanamento della finanza pubblica francese, coronato con l’“accordo del Louvre” del 1987 sul cambio fisso tra franco e marco. La seconda fase - non più volontaristica - si è rivelata uno strumento molto utile non solo per la definizione delle priorità di bilancio, ma anche per la loro trasparenza. Interessante a proposito un saggio di Bernard Perret pubblicato alcuni anni sulla Revue Française d’Administration Publique. Specialmente nella seconda fase, “Programme de Rationalisation des choix budgétaire” è riuscito a incidere perché aveva un’ancora forte nelle varie forme e denominazioni che, negli anni, ha assunto la direzione del bilancio nel Ministero dell’Economia e delle Finanze d’Oltralpe.

Giarda, d’intesa con il Vice Ministro Grilli, potrebbe trovare un perno nel servizio studi della Ragioneria Generale dello Stato - servizio creato (vale la pena ricordarlo) proprio a questo scopo.



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