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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Ecco cosa nasconde il "patto" Italia-Germania

Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)Angela Merkel e Mario Monti (Infophoto)

Ci sono poi le voci nascoste, ovvero quei potenziali detonatori di rischio che i mercati sanno quando evidenziare. Nel chiudere l’operazione sui derivati con Morgan Stanley, l’Italia non ha infatti solo bruciato il 50% netto di quanto introitato con gli aumenti delle tasse imposti dal governo, ma anche reso noto al mondo, dalla viva voce di Marco Rossi Doria, sottosegretario all’Istruzione (scelta quantomeno originale), che il Tesoro italiano ha un’esposizione nozionale al derivati pari a 211 miliardi di dollari, circa l’11% del Pil: un’esposizione che, di fatto, porta immediatamente la nostra ratio debito/Pil al 144,3%. E a fronte di questo, la maratona innescata a Mario Monti - una contrazione fiscale del 3,5% del Pil difficilmente sostenibile da alcun Paese avanzato, basti dire che nel Regno Unito è dell’1% quest’anno e che la Corte dei Conti l’ha sonoramente bocciata - sembra tramutarsi giorno dopo giorno in una chimera pro-ciclica, che vede una continua contrazione delle componenti di massa monetaria, cui certamente non si può dare risposta a livello autarchico: né svalutare, né far intervenire Bankitalia per bloccare l’emorragia.

Ecco, forse, cosa nasconde l’offensiva europea di Mario Monti all’insegna della “crescita” e il “piano segreto” rivelato ieri da Repubblica sotto dettatura: la necessità di giungere a un compromesso che permetta di porre fine al collasso del flusso di massa monetaria (la Tesoreria unica non è stata una scelta dettata dal voler fare uno dispetto agli enti locali) per il Club Med, senza che questo porti però con sé inflazione al 5-6% per la Germania. Anche perché una soluzione greca per l’Italia, oltre che impraticabile (costerebbe circa 1,3 triliardi di euro e sarebbe comunque inutile), sarebbe la fine dell’Ue.

Attenzione, poi: domenica prossima Grecia e Francia scelgono il loro futuro politico. Lunedì vedremo cosa ne penseranno i mercati, ma già il fatto che il Pasok greco, il partito dell’ex premier Papandreou, abbia promesso agli elettori meno tasse e niente tagli, contrasta non solo con la realtà del Paese, ma, soprattutto, con i patti stipulati con la troika per il nuovo piano di salvataggio post-swap. Insomma, le solite bugie. Le quali rischiano di diventare pericolose, visto che proprio in Grecia potrebbe entrare in Parlamento il partito dichiaratamente fascista e filo-nazista “Alba dorata”, accreditato del 5% dei consensi, ben sopra lo sbarramento del 3% e forte di un radicamento negli strati più diseredati della società greca, conquistato a colpi di distribuzione di abiti e generi alimentari.

Trincerandosi dietro la scusa di un antico simbolo greco, la bandiera del partito richiama spaventosamente quella del Terzo Reich, campo rosso con una sorta di svastica destrutturata in nero. Direte voi, ora non esageriamo nel valutare la rinascita dei fenomeni nazionalistici a causa della crisi. Io vi rispondo che avete ragione, ma vi invito anche a dare un’occhiata a questo grafico, che correla il tasso di disoccupazione in Germania alle percentuali ottenuto dal Partito nazionalsocialista, fino alla sua ascesa al potere. La Grecia sta vivendo la sua Weimar? Presto lo scopriremo.

 

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COMMENTI
02/05/2012 - aste (Roberto Lucini)

Caro Sig. Bottarelli, Le chiedo una cosa che interessa me ma penso soprattutto i lettori, relativamente all'asta flop di Bund tedeschi. Pare che "i 595 milioni restanti sono stati assorbiti dalla Bundesbank, che sceglierà il momento più propizio per riproporli sul mercato secondario". Ma è possibile una cosa del genere? Non è vietato dai trattati europei che la banca centrale di un paese possa comprarne i titoli per calmierarne il rendimento? E se non è vietato perchè la banca d'Italia non ha fatto altrettanto per i nostri Btp? Saluto cordialmente e ringrazio per l'eventuale attenzione.

 
01/05/2012 - Nazionalismi (ruggero mariani)

Vedendo questo grafico credo che i nazionalisti Greci avrebbero mille motivi per illudersi. Hitler andò al potere il 30 gennaio del 1933, con la Germania in un baratro economico. Ebbe pieni poteri verso la fine del '33 e in 4 anni la Germania era tanto potente ...In 4 anni! Qui sono 4 anni che i "governanti" europei stanno...Che stanno a fare? In Italia c'è solo da scuotere la testa...I tecnici dei tecnici, Giuliano Amato!!

 
01/05/2012 - interessi contrapposti e non solo (Fabrizio Terruzzi)

tutti i paesi mediterranei avrebbero già svalutato la propria moneta di un 30% se ancora esistesse. Al contrario il marco tedesco si sarebbe rivalutato pesantemente. Gli interessi degli uni e degli altri sono quindi del tutto contrapposti e questa è una condizione potenzialmente esplosiva. Finora ho visto dei provvedimenti tampone o parziali ma non una vera ed organica soluzione. Mundell ha preso il premio Nobel per aver dimostrato che un'area valutaria si sostiene se si verifica un'osmosi fra aree deboli e forti, senza la quale queste ultime finiscono inesorabilmente per sopraffare le prime. Lingue diverse, nazionalismi e diversità fra gli stati impediscono un travaso significativo di risorse. Anche a questo riguardo non vedo all'orizzonte soluzioni e mi pare che neppure ci sia coscienza del problema. Mi sarei aspettato di più da una professore universitario di economia qual'è Monti. Ritengo sempre che sia necessaria una svalutazione importante dell'Euro e una corrispondente rivalutazione dei salari tedeschi.