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IL CASO/ L'esperto: così la Pac cambierà l'agricoltura in Europa (e in Italia)

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I fondi comunitari, a seguito dell’entrata in vigore della Pac, saranno distribuiti in base agli ettari e non al bisogno delle singole aziende. Questo porterà una ridistribuzione fra le aziende, indipendentemente dalle necessità di Nord e Sud. Ad esempio, attualmente, i più grandi beneficiari dei fondi Ue sono Lombardia, Veneto, Puglia e Calabria.

Come giudica questo criterio?

E’ abbastanza limitante perché non aiuta nello specifico le aziende in crisi. Nel passato la Pac premiava le aziende che producevano di più e, soprattutto, alcuni tipi di prodotti. Dal 2013 in poi premierà solo l’agricoltura di tipo “ambientale”, quella cioè che produce beni pubblici.

Secondo lei, il mercato si sta orientando verso la restrizione della grande produzione in favore di prodotti di nicchia, come appunto citava lei, l’aceto di Modena, piuttosto che il prosciutto di Parma?

Non credo che i grandi settori cederanno il passo alle piccole produzioni sebbene queste siano, negli ultimi tempi, molto richieste. L’Italia è un Paese morfologicamente  molto diverso e non c’è un modello di impresa che si possa uniformare a un altro. Ci sono imprese lombarde, allineate al mercato, che producono Grana Padano e altre imprese di successo totalmente diverse che producono prodotti veramente di nicchia in parti dell’Italia molto meno economicamente avanzate.  

Considerata la globalizzazione e la grande distribuzione, è giusto parlare di questi prodotti, come di nicchia?

Certamente. In alcune realtà nel nostro Paese le produzioni agricole di nicchia hanno salvato l’agricoltura e il territorio, soprattutto in alcune regioni particolarmente impervie, come ad esempio l’Appennino. Sicuramente, i prosciutti Dop o il Parmigiano Reggiano Doc, sono prodotti di eccellenza locale e di qualità, ma non possono essere considerati di nicchia, poiché producono dei fatturati importanti.

Lei ritiene che la politica Ue tuteli a sufficienza queste piccole realtà che danno respiro a molti territori?

Non fa abbastanza perché è una politica su larga scala e non tiene conto delle specificità delle aree. E’ stata fatta, invece, una scelta coerente istituendo una tutela giuridica sui marchi DOP  e IGP.

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