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CRISI/ Allarme lavoro Bce: tasso di disoccupazione destinato a crescere

Pubblicazione:giovedì 10 maggio 2012

Mario Draghi (InfoPhoto) Mario Draghi (InfoPhoto)

Nuovo allarme disoccupazione nella zona euro. E’ la Banca centrale europea a spiegare nel suo bollettino mensile che, nonostante l’economia faccia registrare deboli segnali di ripresa , il tasso di disoccupazione è destinato ad aumentare ancora. «I mercati del lavoro dell'area dell'euro continuano a indebolirsi – sottolinea la Bce -. L'occupazione è diminuita nella seconda metà del 2011 e il tasso di disoccupazione si è mosso al rialzo. I dati delle indagini segnalano ulteriori sviluppi negativi nel prossimo futuro». Nonostante all’interno del contesto economico europeo regni ancora una netta incertezza, la Bce fa comunque sapere che nel corso dell’anno è previsto che l’Eurozona faccia registrare «un graduale recupero, favorito dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine molto contenuti e da tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento dell'economia dell'area». Per incrementare la crescita, continua la Bce, è necessario «rafforzare la concorrenza nei mercati dei beni e servizi e la capacità di aggiustamento salariale e occupazionale delle imprese». È inoltre della massima importanza «assicurare finanze pubbliche sostenibili e crescita durevole nell'area dell'euro. La maggioranza dei paesi dell'area ha realizzato buoni progressi in termini di risanamento dei conti pubblici nel 2011. Se da un lato la necessaria azione di riequilibrio complessivo dei conti grava sull'espansione economica nel breve periodo, dall'altro la sua riuscita attuazione contribuirà alla sostenibilità delle finanze pubbliche e quindi alla riduzione dei premi per il rischio sul debito sovrano». E’ sempre la Banca centrale europea a far sapere che l’Italia è il paese dell'Eurozona con il debito del settore privato più basso, solamente dopo Francia e Grecia. La valutazione, inserita nel bollettino mensile, pone una soglia di allarme di 160 punti per il debito privato: nel 2010 l’Italia si trova a 126,4 punti, dietro solamente alla Francia (159,8) e alla Grecia (124,1), ma davanti alla Germania (128,1 punti). 


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