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Economia e Finanza

FINANZA/ Germania, quella crepa nel Muro che fa sperare l'Italia

Berlino, 9 novembre 1989 (InfoPhoto)Berlino, 9 novembre 1989 (InfoPhoto)

In questa chiave merita un’attenzione particolare la cautela della Bundesbank che da una parte continua a ribadire i temi classici (riforme strutturali, rigore), dall’altra è tutto un insistere sul bisogno di ponderare bene i passi necessari e calcolare le conseguenze di medio e lungo termine di tutto quello che si dovrà decidere nei prossimi mesi. E che potrebbe segnare il destino della Germania e dell’Europa intera. La storia ci insegna però che c’è impero e impero: quelli flessibili, di stampo anglosassone, hanno saputo trasformarsi da potenze mercantili a economie in deficit commerciale, per la gioia dei “satelliti” che hanno saputo prosperare sugli acquisti degli alleati di riferimento; quelli rigidi, che hanno concepito i partners come semplici sbocchi per il loro export.

La Germania, ahimè, finora ha dato mostra di non saper uscire da questa concezione del suo ruolo nel mondo. Ma, come scrisse Aldous Huxley, “il fascino della storia e la sua enigmatica lezione sta nel fatto che, da un’epoca all’altra, nulla cambia eppure tutto è completamente diverso”. Sperare, insomma, non è temerario anche in momenti come questi di cui Stephen King ha detto: “È opinabile che siamo di nuovo nella Grande Depressione, ma depressi siamo di sicuro”.

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COMMENTI
11/05/2012 - Perché sempre alla mercé dello straniero? (Carlo Cerofolini)

Possibile che un grande Paese come l'Italia sia quasi sempre ed ancora costretto a sperare nella "benevolenza" di una nazione straniera (ieri Franza o Spagna oggi la Germania, domani chissà),che ovviamente pensa solo all'interesse dei suoi cittadini? Non per nulla la Germania ha fatto rientrare quasi tutti i crediti che le sue banche avevano in Grecia e, se non erro, grazie anche e soprattutto al fondo salva stati per Irlanda, Portogallo e Grecia. Fondo al quale, sempre se non erro, come Italia contribuiamo con ben 35 miliardi, il che farà ancora aumentare il nostro debito pubblico. Ovvero il danno e la beffa. A questo punto mi chiedo e chiedo se non è che tutta questa situazione - grave ma non seria per dirla con Flaiano - sia dovuta ad una classe politica e dirigente, a dir poco inadeguata, che riflette il paese ma sicuramente nella sua parte largamente minoritaria e non certo la migliore? Usque tandem....