BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PIANO SUD/ Campiglio: un altro flop dei tecnici

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Ho sentito la dichiarazione di Corrado Passera, cioè di un ministro, ripeto di un “ministro”, non di una persona qualsiasi, di uno che passa per il corridoio di una banca o di una università, che dice: c’è disagio, a rischio la tenuta sociale. Dichiarazione che poi corregge. È una settimana che lo spread è ancorato ai 400 punti e cominciano a esserci sussulti politici dopo i risultati delle elezioni amministrative. Insomma, in tutto questo c’è qualche cosa che non quadra, anche se adesso arrivano degli aiuti alle regioni del Sud che erano ritenuti sempre problematici per la presenza sul territorio della malavita organizzata. Vorrei dire e ricordare, in conclusione, che qui non si tratta di tenere duro o arrivare alla fine della legislatura, qui si tratta di salvare l’Italia, il Paese da una situazione che è veramente grave.

 

Questo “governo dei tecnici” aveva portato tante speranze al momento del suo insediamento.

 

Sì. E spero che ce la faccia e possa riportare quelle speranze. Però, a mio parere, dovrebbe cambiare rotta di 180 gradi. Perché i risultati non sono affatto piacevoli. Sto guardando l’andamento del primo trimestre italiano e i numeri sono drammatici. Ho visto la politica del credito alle imprese. Non ho trovato un’impresa che chiede crediti, ma si ferma a ristrutturazioni del debito. Ora, vorrei far notare, che c’è una tempistica da rispettare. Non si può aspettare molto di fronte a una simile situazione. E questa linea di politica del governo finora non ha prodotto affatto buoni risultati. Io spero che ritrovino un filo di raziocinio per vedere di uscire da questa crisi.

 

In questo momento c’è molta sfiducia nel mondo delle piccole e medie imprese.

 

Come potrebbe essere altrimenti con il crollo della domanda interna? Molte imprese non solo sono in affanno, ma in ginocchio. E bisognerebbe ricordare a qualcuno che quando fallisce una di queste imprese è quasi come perdere un figlio. Salta per aria il lavoro di una vita. E non è che un’impresa fallisce e poi si riapre quando arriva di nuovo la crescita e il periodo buono.

 

Anche dall’estero non arrivano buone notizie. L’Europa tedesca predica rigore, austerità e sobrietà. Intanto la celebre banca JP Morgan ha fatto un buco di due miliardi di dollari.

 

In cinque anni non hanno cambiato nulla. Hanno fatto le stesse operazioni di finanza così complicate che è impossibile trovare il bandolo della matassa. E non si capisce come andrà nei prossimi mesi.

 

(Gianluigi Da Rold)

© Riproduzione Riservata.