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Economia e Finanza

SPILLO/ Quel conflitto di Penati giornalista-gestore

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Ma il suo “verbo” giunge appunto per newsletter digitale dalla Gsam. E quando O’Neill scrive occasionalmente sul «Financial Times» - come altri grandi “guru”, ad esempio Mohamed El-Erian di Pimco  sui titoli di Stato o corporate bond – i lettori sono avvertiti di quale mestiere fa durante il giorno chi – alla sera o nel weekend – si diletta di opinionismo. Idem per Alessandro Fugnoli, l’autore della più prestigiosa nota settimanale di Piazza Affari («Il Rosso e il Nero», il giovedì pomeriggio): è la testa d’uovo di Kairos, il gestore di nicchia creato e pilotato da Paolo Basilico, ex Mediobanca, sede in via Bigli, l’ombelico della City milanese. Nessuno si sogna di sospettare che O’Neill o Fugnoli pieghino la loro intelligenza alle esigenze immediate delle operazioni di mercato impostate a vantaggio delle loro società e dei loro clienti. Proprio per questo non hanno problemi a parlare indossando – con orgoglio – le loro casacche. Invece Penati no, non mette in calce alla sua firma professorale, “indipendente” e "democratica": “Chief executive officer, Polaris SA, Luxembourg”. E fa sinceramente specie che questo avvenga per il commentatore-principe in materia finanziaria del maggiore quotidiano “democratico” del paese: fustigatore dei cattivi costumi di tutti (dai Ligresti alle grandi banche, dalla Fiat alle Generali, da Telecom a Eni ed Enel, ai gruppi media).

Ma c’è dell’altro, e ce ne concederà venia Penati, che sabato non ha trovato niente di meglio da fare che attaccare strategia e governance di A2A, alla vigilia dell’assemblea che deve sancire il cambio della guardia negli organi di vertice. Premesso che mettere sotto accusa il “capitalismo comunale” è un po’ poco, ormai, per un cervello come Penati, appare un po’ logoro anche il giochino di chi spaccia per “indipendenza” un attacco giornalistico al sabato alle istituzioni che dal lunedì al venerdì, da anni, gli garantiscono pane e sostanzioso companatico.


COMMENTI
13/05/2012 - Senza offesa per Pazzini (Giuseppe Crippa)

Premesso che paragonare Penati a O’Neill è un po’ come paragonare Pazzini a Rooney e che non è il caso di essere stomacati dall’ipocrisia di La Repubblica data la trentacinquennale abitudine di questo giornale ad ammannire agli italiani lezioni non richieste di etica democratica e progressista, da residente in una Provincia Lombarda gli chiederei qualcosa sull’esposizione della Fondazione CaRiPLo in strumenti derivati non meglio specificati ma in bilancio per più di 100 milioni di Euro su un totale di 420 milioni di patrimonio azionario affidato dalla Fondazione CaRiPLo a Polaris con successivo subappalto - ma perché? - a Quaestio.