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DOWNGRADE BANCHE/ Il taglio di Moody's. Assopopolari: così non si frena la speculazione

Pubblicazione:martedì 15 maggio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

La scure di Moody’s è calata ancora una volta sulle banche italiane e nella giornata di ieri ben 26 istituti sono stati declassati dall’agenzia di rating con outlook negativo. Assopopolari non ci sta e, attraverso un comunicato, fa sapere che «deplora e si dissocia nei contenuti e nel metodo dal comunicato di Moody’s che ieri ha declassato ventisei banche italiane». Come era prevedibile, continua l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, «esso è arrivato puntuale dopo l’esercizio condotto dall’Eba, attraverso una simulazione basata sui bilanci al 30 giugno 2011, dal quale è emerso che dieci sulle 48 banche principali dell’Europa, avrebbero un capital core (quello di migliore qualità), inferiore al 4,5% in rapporto agli asset, se le regole sul capitale fossero più stringenti sin da oggi». Il Segretario Generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno, ha spiegato che «i giudizi formulati e le motivazioni riportate per i singoli istituti, piuttosto ricorrenti, sono riconducibili all’attuale situazione del nostro Paese e alla maggiore onerosità della raccolta che, come indicato, deriva ovviamente da un contesto operativo difficile e complesso».

«Operando con questa ottica — ha proseguito — non si mette alcun freno alla speculazione finanziaria. Basti pensare a pochi mesi fa quando molte imprese italiane, bancarie ma non solo, erano state declassate in seguito al downgrade del debito sovrano. Ora sembra che venga seguito il percorso inverso, infatti, il rischio è quello di un ulteriore inasprimento sul giudizio del debito italiano, insieme a quello spagnolo, in vista anche della possibilità che la Grecia esca dall’euro. La prospettiva sarà quella di ulteriori e ricorrenti ondate di declassamenti e speculazione, in particolare per le banche che hanno in portafoglio titoli di stato». I dati consolidati a fine 2011 del Credito Popolare, continua a comunicare Assopopolari, mostrano in aggregato una raccolta in crescita del 4%, mentre, sul lato dei nuovi finanziamenti lo scorso anno ha fatto registrare un flusso pari ad oltre 52 miliardi di euro, di cui 40 destinati alle imprese di piccole e medie dimensioni e 12 alle famiglie sotto forma di mutui per l’acquisto di abitazioni, seppure con un PIL che cresceva dello 0,5%. 


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