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FINANZA/ 1. Germania e Jp Morgan mandano in "cortocircuito" l’Europa

Ieri i mercati hanno vissuto una giornata molto difficile. Le incertezze europee stanno mettendo a serio rischio anche Spagna e Italia. L’analisi di UGO BERTONE

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A conferma che le situazioni più difficili sfuggono anche all’occhio degli esperti basti dire che ieri mattina, alle otto, alla conference call di uno degli operatori italiani più legato alla piazza di Londra, uno strategist dei più esperti azzardava una nota di ottimismo: il calo dei tassi cinesi, innanzitutto, alimentava la speranza di un avvio perlomeno neutro; ma, in particolare, non dispiaceva la lezione degli elettori del Nord Reno-Westfalia, la patria di Daimler Benz, a frau Merkel: una nuova picconata alla linea del rigore e a quella della Bundesbank, in piena sintonia con quanto sostengono i “guru” d’oltre Oceano imbufaliti con tale linea.

In realtà, le cose sono andate in maniera opposta. Fin dall’alba lo spread tra i titoli tedeschi, avviati al rendimento minimo storico, e quelli di Italia e Spagna si sono impennato a livelli record. Madrid, alla vigilia di annunci dolorosi e drastici per il sistema bancario, fa i conti con rendimenti da suicidio finanziario. L’Italia non è da meno: a fronte di tassi di poco inferiori, infatti, c’è un debito pubblico ben maggiore che imporrà nei prossimi mesi (in agosto soprattutto) aste dei Btp da brivido. Infine, a conferma che i grandi investitori asiatici cominciano a prendere le distanze dal Continente in crisi endemica, comincia a indebolirsi l’euro.

A dimostrazione che: a) il vento di “socialismo” che anima l’Europa non piace affatto ai grandi operatori americani; b) i mercati, memori dello shock del default di Lehman Brothers, vivono con terrore l’ipotesi del default greco, nel timore di conseguenze difficili da “prezzare”; c) consapevoli che, quando le cose possono andare male di solito vanno peggio, i mercati tornano a guardare con malcelata tensione, le prospettive che la caduta di Atene può avere su Italia e Spagna.

Ci ha pensato Fitch, la più piccola ma non meno agguerrita agenzia di rating, a inquadrare nel mirino Milano e Madrid: l’uscita di Atene dall’area euro colpirebbe/colpirà soprattutto i gemelli latini. È una precisazione che ha il suo peso psicologico: Fitch, agenzia controllata da azionsiti francesi (area pubblica) ci tiene a far sapere che le banche di Parigi e di Francoforte hanno ridotto la loro esposizione verso Atene. Ora, il crollo (metaforico) del Partenone finanziario andrebbe a colpire per “simpatia” il Colosseo e l’Escorial più che i forzieri di Francia e Germania.