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FINANZA/ 1. Germania e Jp Morgan mandano in "cortocircuito" l’Europa

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In passato, anche in tempi recenti, ha prevalso la tesi che la deregulation finanziaria favorisse l’allocazione più efficiente delle risorse. Ma questo non è successo: negli anni delle vacche grasse, quando il denaro era abbondante e il premio al rischio quasi inesistente, i quattrini del Nord Europa si sono riversati sul Mediterraneo, favorendo la bolla immobiliare spagnola o l’irrazionale dispersione di ricchezza greca, piuttosto che l’inefficienza della macchina pubblica italiana. Ora, al contrario, si assiste a una perversa fuga dal rischio: nonostante i risparmi effettuati dallo Stato italiano, i capitali fuggono dal Bel Paese verso la Germania ove vengono posteggiati in titoli pubblici. A rendere più amara la situazione, infine, contribuisce il fatto che i maggiori compratori di titoli tedeschi sono le banche svizzere, alimentate dalla fuga verso il “porto sicuro” dei contribuenti italiani, tedeschi e francesi che, in questo modo, aiutano a inasprire lo spread.

Come uscire da questo circuito perverso? Forse con gli eurobond o project bond. Oppure, favorendo l’uscita “morbida” della Grecia. Oppure introducendo vincoli allo strapotere dei mercati che possono dettare, grazie anche all’uso dei prodotti sintetici (che valgono 14 volte le Borse di tutto il mondo), le proprie regole a piacimento, magari con grande rischio ma poca spesa verso l’economia reale.

Si è detto che JP Morgan controlla 342 miliardi in “coperture” sui Btp. Ma, al pari delle sorelle Usa, la banca ha in pratica azzerato i suoi investimenti nel debito pubblico italiano già dallo scorso autunno. Per partecipare al grande flipper della speculazione, infatti, non è necessario nemmeno pagare un premio d’ingresso.

Peccato che le biglie del flipper siamo noi, vittime non innocenti di una crisi che è nata dalla nostra incuria e dalla nostra incapacità di capire i vincoli che ci poneva la sfida globale. Ma che oggi rischiamo di pagare interessi da usura. Urge una soluzione politica, insomma.



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