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FINANZA/ JP Morgan e derivati. Borghi (Il Giornale): ecco perché nuove regole sarebbero inutili

Pubblicazione:martedì 15 maggio 2012

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Si capisce come la legge possa fare ben poco. «La finanza è sempre più veloce dell’azione del legislatore. Difficilmente, quindi, si potrà regolamentare ulteriormente il mercato. Salvo azioni finalizzate a limitare i danni. Piazza Affari, ad esempio, chiude in un istante casuale tra le 17:35:00 e le 17:36:00 per impedire che gli speculatori riescano a determinare in chiusura il prezzo più alto, o più basso (a seconda della convenienza) di determinati titoli». 

Rispetto alle proposte circolanti sul mercato Usa, Borghi è meno perplesso: «Se si persegue la separazione tra la banca commerciale e quella d’affari, quest’ultima sarebbe responsabile del suo destino. Chiunque decidesse di investire in scommesse o obbligazioni, dovrebbe sapere che nessuno arriverà a salvarle». Insomma, la difesa più efficace è la chiarezza: «Le divisioni arbitrarie su cos’è sicuro e cosa non lo sia non mi hanno mai convinto. Basti pensare che le obbligazioni Lehman erano considerati strumenti idonei alle famiglie mentre chi volesse comprare, ad oggi, alcune obbligazioni perpetue internazionali sicurissime, spesso andrebbe incontro a enormi problemi. Va da sé che per raggiungere l’obiettivo della sicurezza, non vi è altra strada che mettere in guardia i consumatori sui rischi effettivi che corrono». 

 

(Paolo Nessi)



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