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Economia e Finanza

CRISI/ L'Fmi promuove l'Italia: ha fatto enormi progressi. Monti: semi della crescita già piantati

«L'Italia è a buon punto, ha fatto notevoli progressi», ha detto oggi il direttore del dipartimento europeo Fmi, Reza Moghadam durante la conferenza stampa del Fondo monetario internazionale

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«L'Italia è a buon punto, ha fatto notevoli progressi», ha detto oggi il direttore del dipartimento europeo Fmi, Reza Moghadam, durante la conferenza stampa della missione annuale del Fondo monetario internazionale. Quanto fatto dal nostro Paese, però, aggiunge Moghadam, «non si conclude qui, bisogna rilanciare la crescita», attraverso riforme che sono state definite «essenziali». «Con l'attuazione delle riforme strutturali il Pil dell'Italia può crescere del 6 per cento», ha detto Reza Moghadam, secondo cui è necessario «procedere velocemente con l'approvazione della riforma» del mercato del lavoro, «che creerà posti di lavoro». «Quella del consolidamento fiscale è un'area in cui l'Italia ha fatto enormi progressi – prosegue -, che permetteranno il prossimo anno all'Italia di avere il più alto avanzo primario in Europa». Proprio per continuare a far registrare questi «risultati impressionanti», è necessario che l’Italia continui a «spostare la composizione dell'aggiustamento verso i tagli alla spesa, che assicurerebbero risparmi definitivi e permetterebbero di tagliare il peso delle tasse sul lavoro». Il suo vice, Aasim Husain, ha poi sottolineato che «se l'Italia superasse la media europea questo aumento del Pil sarebbe addirittura maggiore». Secondo il direttore del dipartimento europeo Fmi, le banche italiane, che «continuano a beneficiare di una larga e stabile raccolta retail, di un basso leverage e di un tradizionale modello di prestito che ha limitato le esposizioni agli asset a rischio», «dovranno portare avanti i programmi di ulteriori capitalizzazioni» per garantire il credito. Le banche restano però sotto pressione, spiega, «a causa dei timori legati alla congiuntura economica». Presente alla conferenza stampa anche il presidente del Consiglio Mario Monti, secondo cui «la crescita futura deve poggiare su basi solide e non effimere, coniugando disciplina e infrastrutture». Il premier parla di «semi della crescita» già piantati da parte del governo, attraverso la manovra, le liberalizzazioni e le semplificazioni. «I germi della crescita dei prossimi tempi – ha detto Monti - sono stati inseriti nella fase 1 e ora questo aspetto sarà ulteriormente valorizzato nei prossimi passi della politica economica. Con le riforme strutturali ci si attende un Pil di 6 punti percentuali più alto di quello che si avrebbe senza riforme».